A un anno dal blackout del 2025: nessuna responsabilità, sanzioni in aumento e costi alle stelle

A un anno dal blackout del 28 aprile 2025, che ha paralizzato la fornitura elettrica per 36 milioni di consumatori in Spagna, Portogallo e in alcune zone della Francia, la CNMC spagnola ha intensificato le sanzioni contro Red Eléctrica e le società di servizi, tra cui Endesa, Iberdrola e Naturgy. Sebbene le operazioni di rete rafforzate abbiano fatto impennare i costi dell'elettricità, non sono state attuate riforme strutturali né sono state accertate responsabilità politiche.

Esattamente un anno fa, il 28 aprile 2025, alle 12:32, un guasto a cascata ha causato un blackout totale che ha colpito 30 milioni di punti di fornitura in Spagna, 6 milioni in Portogallo e diverse aree del sud della Francia. Il primo ministro Pedro Sánchez ha attribuito la causa alle oscillazioni provenienti dai parchi solari del sud-ovest, che hanno provocato un calo di 15 GW a fronte di soli 5 GW di generazione sincrona.

I rapporti del governo, di REE e di Entso-e hanno descritto cause multifattoriali — sovratensioni, disconnessioni premature, errori di programmazione — senza tuttavia individuare un responsabile. REE ha incolpato le società elettriche, mentre queste ultime hanno contestato i problemi di gestione da parte del gestore di rete.

In risposta, la CNMC ha avviato 20 procedimenti il 17 aprile 2026 (uno dei quali molto grave contro REE), seguiti da altri 35 la scorsa settimana, mirati a guasti simili nel controllo della tensione avvenuti in altre date (dettagliati nelle coperture precedenti). Non tutti sono collegati direttamente al blackout, ma derivano dall'indagine in corso.

Per evitare che l'evento si ripeta, l'operazione 'rafforzata' di REE prevede un maggiore utilizzo delle centrali a gas, con un conseguente aumento dei costi: le restrizioni di rete hanno raggiunto i 3,9 miliardi di euro nel 2025 (rispetto ai 2,7 miliardi del 2024), con il gas a 54,58 €/MWh (rispetto ai 34,67 €/MWh precedenti). Una commissione parlamentare sta attualmente indagando sull'incidente tra le richieste di riforma, ma nessuna di esse si è concretizzata e nessun funzionario si è dimesso.

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