La Corte Suprema di Cuba ribadisce le pene per sabotaggio legate ai furti nel settore energetico

Il Consiglio Direttivo della Corte Suprema Popolare di Cuba ha emesso il Parere n. 475 il 23 maggio 2025, ribadendo che i furti ai danni delle infrastrutture energetiche costituiscono sabotaggio. I tribunali hanno imposto pene superiori ai dieci anni di reclusione nel 100% dei casi giudicati da gennaio 2025 al primo trimestre del 2026. Tali misure mirano a contrastare il furto di componenti e carburante che danneggiano il Sistema Elettrico Nazionale.

Nel contesto del blocco economico, finanziario ed energetico imposto dagli Stati Uniti, il Governo cubano sta portando avanti un programma energetico per garantire la generazione di elettricità, un servizio vitale per i cittadini e per l'economia. Alcuni individui hanno sottratto componenti, attrezzature, carburante e olio dielettrico da parchi fotovoltaici, pannelli solari e generatori, arrecando danni al Sistema Elettrico Nazionale. Questi atti sono qualificati come sabotaggio ai sensi dell'Articolo 125 del Codice Penale (Legge n. 151 del 2022), che prevede da 7 a 15 anni di reclusione, con un aumento da 10 a 30 anni, l'ergastolo o la pena di morte se provocano lesioni gravi, decessi o mettono a rischio la sicurezza collettiva. Il Parere n. 475 del Consiglio Direttivo della Corte Suprema Popolare sottolinea la protezione delle infrastrutture critiche come il sistema elettrico. L'Articolo 80 del Codice Penale elenca fattori aggravanti come il coinvolgimento di gruppi, l'uso di minori o moventi legati al profitto, mentre l'Articolo 89 richiede l'espiazione di almeno due terzi della pena prima di poter beneficiare della libertà condizionale. Le Camere per i Crimini contro la Sicurezza dello Stato dei Tribunali Popolari Provinciali hanno imposto pene superiori ai dieci anni nel 100% dei processi svolti da gennaio 2025 fino al primo trimestre del 2026, incluse pene accessorie come la confisca dei beni e il divieto di espatrio.

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