In un libro in uscita venerdì, il candidato di Horizons Pierre-Yves Bournazel, sostenuto dai macronisti, fornisce indizi sulla sua relazione con Rachida Dati, rendendo improbabile un appoggio alla candidata LR nel ballottaggio per la carica di sindaco di Parigi del 2026. Proclamatosi candidato a giugno 2025 e terzo nei sondaggi, emerge come potenziale kingmaker tra Dati ed Emmanuel Grégoire. In privato, esprime il desiderio di evitare una tale decisione.
Pierre-Yves Bournazel, stretto alleato di Édouard Philippe e sostenuto da Renaissance, ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Parigi a giugno 2025. Eletto consigliere di Parigi dal 2008, è terzo nei sondaggi per le elezioni municipali di marzo 2026, potenzialmente successore di Anne Hidalgo del Partito Socialista. Piuttosto che mirare alla vittoria, si posiziona come kingmaker tra i due frontrunner: Rachida Dati per Les Républicains ed Emmanuel Grégoire, della maggioranza uscente.
Pubbllicamente, Bournazel mantiene una ferma neutralità, evitando qualsiasi preferenza tra Dati, allineata alla sua famiglia politica, e Grégoire, con cui mantiene un’opposizione costruttiva. In privato, afferma che «farà tutto il possibile per evitare di trovarsi in questa posizione» di dover scegliere. Il suo libro «La battaglia per Parigi», in uscita venerdì, approfondisce la sua relazione con Dati, sindaca del 7º arrondissement, che rimane amareggiata dal rifiuto del partito presidenziale di sostenerla nel 2020. All’epoca, la candidata macronista Agnès Buzyn è rimasta al secondo turno, indebolendo la performance di Dati.
I teams di Dati affermano che «votare Bournazel è votare Grégoire». Grégoire, intanto, ha descritto Bournazel come «interessante» a luglio. All’inizio di novembre, un socialista parigino di spicco ha auspicato di «lasciare la porta aperta», ricordando un potenziale unione con il MoDem nel 2008.