Interruzioni di corrente a Cuba percepite come atti di violenza

Molti cubani percepiscono ogni interruzione di corrente come un atto di violenza, secondo un articolo di opinione su Havana Times.

In un articolo di opinione intitolato «The Power Outages We Live With in Cuba», pubblicato il 1 gennaio 2026 su Havana Times, l'autore Yasser Castellanos afferma che molti cubani vivono le interruzioni di corrente come una forma di violenza. Castellanos scrive: «Penso che ci siano molti cubani che percepiscono ogni interruzione di corrente come un atto di violenza.» Il testo evidenzia la frustrazione quotidiana causata da questi blackout sull'isola. Havana Times incoraggia i lettori a esplorare più contenuti relativi a Cuba sul suo sito web. L'articolo si concentra sulla percezione emotiva di questi eventi, senza specificare cause o soluzioni.

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Il ministro dell'energia cubano, Vicente de la O Levy, ha dichiarato che il paese non dispone di alcuna riserva di diesel o olio combustibile per le sue centrali elettriche. La situazione ha causato diffusi blackout e proteste sporadiche all'Avana. Il presidente Miguel Díaz-Canel ha attribuito la crisi al blocco energetico statunitense.

I residenti di Nuevo Vedado all'Avana hanno battuto pentole e padelle giovedì sera a pochi isolati dalla sede del Partito Comunista di Cuba, nel pieno dei continui blackout. L'attivista Magdiel Jorge Castro ha condiviso un video della protesta su Facebook. L'ente statale Unión Eléctrica ha segnalato che più della metà di Cuba è rimasta senza corrente durante le ore di punta.

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Il Consiglio Direttivo della Corte Suprema Popolare di Cuba ha emesso il Parere n. 475 il 23 maggio 2025, ribadendo che i furti ai danni delle infrastrutture energetiche costituiscono sabotaggio. I tribunali hanno imposto pene superiori ai dieci anni di reclusione nel 100% dei casi giudicati da gennaio 2025 al primo trimestre del 2026. Tali misure mirano a contrastare il furto di componenti e carburante che danneggiano il Sistema Elettrico Nazionale.

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