La Corte Suprema conferma un anno di carcere per un sergente accusato di insulti a una soldatessa

La Corte Suprema spagnola ha confermato una condanna a un anno di reclusione per un sergente dell'esercito per due capi d'accusa di abuso di autorità tramite gravi insulti a una subordinata. Gli episodi sono avvenuti tra il 2020 e il 2021 e includevano commenti a sfondo sessuale come "i tuoi commilitoni ti faranno un bukake". La sentenza di ottobre del tribunale militare è stata confermata integralmente dalla Camera Militare.

Tutto è iniziato nel 2020 con un adesivo ricavato da una foto della soldatessa che mangiava il pranzo, condiviso tra i commilitoni. Il sergente, noto per il suo stile scherzoso e per l'uso di soprannomi come "pelato" o "grasso" riferiti a se stesso, era stato ripreso da un capitano che aveva ordinato di eliminare l'immagine.

Mesi dopo, al termine di un'esercitazione di tiro, il sergente aveva detto ad alta voce davanti ad altri: "sali sul camion prima che i tuoi compagni ti facciano un bukake", un'espressione con un "evidente intento di oggettivazione". Nell'aprile 2021, riferendosi al suo taglio di capelli, aveva aggiunto: "se fosse diventata lesbica e ora usasse peni di gomma".

La soldatessa ha subito "umiliazione pubblica e vergogna", cadendo in depressione e mettendosi in malattia per ansia. Un tribunale militare lo ha condannato in ottobre per insulti gravi, sentenza contro la quale il sergente ha fatto ricorso sostenendo che si trattasse di scherzi e di una questione disciplinare.

La Corte Suprema ha respinto il ricorso, definendo le osservazioni "oggettivamente offensive e umilianti" in quanto lesive della sua "dignità, reputazione e stima". La testimonianza della vittima è stata corroborata dai commilitoni e la Camera Militare ha confermato la sospensione dal servizio di un anno.

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