Il capo dell'esercito, il generale Oscar Santiago Zarich, ha ordinato l'espulsione amministrativa di 34 militari con sentenze definitive per crimini contro l'umanità commessi durante la dittatura. La decisione, sollecitata dalla Procuraduría de Investigaciones Administrativas, comporta la perdita di benefici come pensioni e indennità. Il provvedimento è emerso durante la settimana che segna il 50° anniversario del colpo di stato del 1976.
L'esercito argentino ha espulso 34 militari condannati per crimini contro l'umanità, in seguito a una risoluzione del suo capo, il generale Oscar Santiago Zarich. La misura fa seguito a una segnalazione della Procuraduría de Investigaciones Administrativas (PIA), che due settimane prima aveva individuato 78 casi nelle Forze Armate con condanne definitive che non erano ancora state eseguite. Il provvedimento riguarda un tenente colonnello in pensione e 33 sottufficiali, tra cui Juan Daniel Amelong, che ha accumulato diverse condanne, tra cui l'ergastolo, per crimini commessi durante l'ultima dittatura militare. Gli interessati perderanno lo status militare, le pensioni e la copertura sanitaria. La misura è stata formalizzata il 26 marzo, dopo che un rapporto ha rivelato che diversi repressori con sentenze definitive continuavano a ricevere le prestazioni pensionistiche. La notizia ha causato malumore all'interno delle Forze Armate, con altri agenti in attesa di essere congedati. Non si tratta del primo provvedimento di questo tipo: all'inizio del 2025, l'allora ministro della Difesa Luis Petri aveva ordinato l'espulsione di 23 soggetti in casi analoghi. La PIA ha evidenziato diverse carenze nell'attuazione dei congedi, tra cui ritardi, risposte frammentarie e l'assenza di meccanismi di controllo per far rispettare le sentenze giudiziarie.