Il Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid (TSJM) ha annullato la tassa sui rifiuti per il 2025 approvata dal Consiglio Comunale per non aver pubblicato integralmente la relazione tecnico-economica che ne giustificava il calcolo. La sentenza accoglie i ricorsi di diverse istituzioni e apre la strada ai rimborsi per i 130.000 cittadini che hanno presentato reclamo, sebbene il Comune possa ricorrere in Cassazione. La decisione sottolinea la mancanza di trasparenza nelle informazioni pubbliche come motivo di nullità.
Il Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid (TSJM) ha dichiarato nulla la Tassa sulla Gestione dei Rifiuti (TGR) del 2025, approvata dal Consiglio Comunale guidato da José Luis Martínez-Almeida. La sentenza, resa nota lunedì 23 marzo 2026, accoglie i ricorsi presentati da istituzioni come Más Madrid e l'Associazione Spagnola dei Consulenti Fiscali (Aedaf), oltre a organizzazioni di quartiere. La ragione principale risiede in un vizio nel processo di informazione pubblica: il Consiglio Comunale non ha pubblicato integralmente la relazione tecnico-economica (ITE), in particolare l'Allegato 6 relativo alla produzione di rifiuti per attività economiche, essenziale per uniformare i distretti e calcolare le tariffe degli immobili residenziali. “La pubblicità deve essere completa affinché i diritti di partecipazione siano reali”, afferma la sentenza, citando la giurisprudenza della Corte Suprema che richiede l'accessibilità dell'ITE per verificare la razionalità dell'allocazione dei costi. Tale omissione viola le garanzie procedurali di base, impedendo ai cittadini di conoscere i fondamenti della norma. La tassa, riscossa da settembre 2025 tra il malcontento per le disparità (da 60 a oltre 200 euro a seconda del quartiere), ha provocato 130.187 ricorsi presso il Tribunale Economico-Amministrativo Municipale o l'Agenzia delle Entrate. Il Consiglio Comunale stima un'entrata annuale di 256-300 milioni di euro. Fonti comunali sostengono che la sentenza “non affronta questioni sostanziali” e stanno valutando un possibile ricorso in Cassazione entro 30 giorni, il che ritarderà i rimborsi fino a sentenza definitiva. Esponenti dell'opposizione come Rita Maestre di Más Madrid la definiscono una “grande vittoria” contro un “pasticcio illegale” che penalizza i quartieri meridionali e orientali. Enma López del PSOE la considera un “grave passo falso giudiziario” dovuto alla mancanza di trasparenza. Per il 2026, l'ordinanza è stata modificata per includere i residenti registrati, portando la media da 141 a 142,6 euro.