Governo ratifica riforme VTV e respinge rivendicazione officine

Il governo nazionale argentino ha ratificato il Decreto 139/2026, confermando le riforme alla Revisione Tecnica Obbligatoria (RTO) e respingendo le pretese delle officine contro le modifiche introdotte nel 2025. La misura, pubblicata il 9 marzo 2026, conferma le modifiche a scadenze, autorizzazioni officine e requisiti del sistema per i controlli veicoli.

Il 9 marzo 2026, la Gazzetta Ufficiale argentina ha pubblicato il Decreto 139/2026, firmato dal presidente Javier Milei e dal ministro dell'Economia Luis Caputo. Questo decreto ratifica le riforme introdotte dal Decreto 196/2025 alla Legge 24.449 sul Transito, respingendo il ricorso amministrativo presentato dalla Camera Argentina delle Officine per la Revisione Tecnica Obbligatoria del Trasporto Automobilistico Intergiurisdizionale Associazione Civile (CATRAI), insieme a imprese e privati cittadini. Le modifiche contestate comprendono la proroga delle scadenze per la prima revisione tecnica: da tre a cinque anni dalla prima immatricolazione per i veicoli a chilometraggio zero, e ogni due anni per quelli fino a dieci anni di età. Il decreto le giustifica sulla base dell'evoluzione tecnologica del parco circolante e afferma che 'la maggioranza degli incidenti stradali non è dovuta a guasti meccanici del veicolo, ma a fattori umani'. Un altro aspetto è l'apertura del sistema di autorizzazione delle officine, per cui 'l'autorità giurisdizionale non può limitare il numero di officine revisatrici operanti nella sua giurisdizione, né imporre tariffe minime o massime obbligatorie'. Il governo sostiene che 'l'oggettività del sistema è garantita dalla vigilanza sui processi e non da restrizioni sull'oggetto sociale dei fornitori'. Inoltre, è stato eliminato il Rapporto di Configurazione del Modello (ICM), considerato una semplificazione amministrativa, poiché 'le certificazioni di sicurezza… sono sufficienti a garantire che le alterazioni strutturali non compromettano le condizioni di Sicurezza Stradale'. Il decreto conclude che gli argomenti del ricorso non intaccano le basi della riforma, confermando il Decreto 196/2025 ed esaurendo la via amministrativa. Queste riforme si applicano al quadro RTO nazionale, sebbene nell'Area Metropolitana di Buenos Aires (AMBA) persistano differenze regolamentari tra Provincia di Buenos Aires e Città Autonoma di Buenos Aires (CABA) per aspetti come costi e periodicità locale.

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