Il Ministero dei Trasporti spagnolo ha raggiunto un accordo con il Comitato Nazionale del Trasporto su Strada (CNTC) per modificare la formula di revisione dei prezzi del trasporto merci su strada, aumentando il peso del carburante dall'attuale 30% al 40%. La misura affronta la crisi derivante dal conflitto in Iran iniziato il 28 febbraio e si aggiunge agli aiuti esistenti. Il nuovo decreto-legge sarà presentato domani al Consiglio dei Ministri.
Il Ministero dei Trasporti e della Mobilità Sostenibile spagnolo, guidato da Óscar Puente, si è riunito oggi con i rappresentanti del Dipartimento Merci del CNTC, insieme ai funzionari dei ministeri delle Finanze e dell'Economia. Entrambe le parti hanno concordato modifiche urgenti in risposta all'impennata dei prezzi del diesel dovuta alla crisi bellica in Iran iniziata il 28 febbraio. Il settore stima un costo aggiuntivo di 600 euro a settimana per ogni veicolo pesante, superando complessivamente i 450 milioni di euro.
La misura chiave modifica la formula di revisione dei prezzi, che adegua le tariffe di trasporto quando il diesel aumenta oltre il 5%. La quota del carburante nel prezzo finale salirà dal 30% al 40%, collegata direttamente alla sua evoluzione al netto delle imposte, in modo automatico e obbligatorio ai sensi della Legge 15/2009. Consolida inoltre i chiarimenti di una nota del 27 marzo: i prezzi di riferimento escludono le tasse e i bonus di aiuto temporanei.
L'accordo impone di dettagliare l'adeguamento del carburante nelle fatture ai sensi del Decreto-legge 3/2022 e di studiare sanzioni per la mancata conformità. La Spagna ha notificato all'UE il regime di aiuti del Decreto-legge 7/2026 per superare i limiti 'de minimis'. Entrambe le parti manterranno aperto un tavolo negoziale permanente, in attesa delle approvazioni europee.
Questi passi si aggiungono al taglio fiscale generale e all'aiuto sul carburante di 20 centesimi al litro già in vigore per i professionisti.