I prezzi del carburante in Francia sono schizzati in alto dopo gli attacchi israeliano-americani sull'Iran, raggiungendo i massimi da un anno. Il governo sta monitorando attentamente la situazione e ha convocato i distributori per verificare gli adeguamenti dei prezzi. TotalEnergies mantiene un tetto a 1.99 euro al litro in diverse stazioni.
La guerra in Medio Oriente, innescata dai primi attacchi israeliano-americani su Teheran il 27 febbraio 2026, ha provocato un'impennata dei prezzi dei carburanti in tutta la Francia. Secondo i dati del Ministero dell'Economia, mercoledì 5 marzo il prezzo medio dello SP95-E10 era di 1.7858 euro al litro, in aumento di quasi 7 centesimi rispetto al venerdì precedente. Il diesel, più colpito, ha raggiunto 1.8820 euro al litro, con un incremento di oltre 16 centesimi. Lo SP98 era a 1.8917 euro e lo SP95 a 1.8367 euro. nnIn Parigi e nella regione circostante, i prezzi superano spesso i 2 euro al litro, con il 30% delle stazioni che vende diesel a quel livello o superiore. Questo aumento brusco, correlato alla fiammata del Brent, alimenta le preoccupazioni degli automobilisti. Nel dipartimento del Var, un gestore di stazione ha dichiarato: «verso la fine di lunedì sera non ci era rimasto nulla. La gente teme l'aumento dei prezzi. Tutti stanno facendo il pieno…»..nnNonostante ciò, TotalEnergies sta mantenendo il tetto prezzi a 1.99 euro al litro per diesel e SP98, introdotto nel 2023 e applicato in decine di stazioni, come a Chatou (Yvelines), Parigi o Collobrières (Var). Il governo, attraverso i ministri Roland Lescure, Serge Papin e Maud Bregeon, ha convocato giovedì 6 marzo i grandi distributori tra cui TotalEnergies, Carrefour e Auchan per verificare che i prezzi alla pompa riflettano con precisione le variazioni del prezzo del barile di petrolio..nnDominique Schelcher, responsabile della Coopérative U, ha difeso i margini dei distributori: «sono solo pochi centesimi al litro, indipendentemente dal prezzo base: subiamo questi aumenti tanto quanto il consumatore finale». Il governo rifiuta per ora di compensare l'aumento con aiuti, definendo «precipitate e persino politiche» le proposte RN per attenuare l'impatto tramite ritocchi fiscali.