In seguito all'approvazione di misura avvenuta la scorsa settimana da parte della commissione d'inchiesta parlamentare francese, il rapporto del relatore Charles Alloncle, che propone fusioni e tagli per un miliardo di euro, ha suscitato l'indignazione di France Télévisions e Radio France. La sua pubblicazione ufficiale, inizialmente prevista, è stata rimandata a martedì mattina a causa delle crescenti tensioni.
Il rapporto di Charles Alloncle per la commissione d'inchiesta parlamentare raccomanda riforme radicali per France Télévisions, Radio France, Arte France, France Médias Monde e INA, tra cui la fusione di France 2 e France 5 e l'apertura delle frequenze di France Inter agli editorialisti della stampa d'opinione. Mirando a risparmiare un miliardo di euro (oltre un quarto del budget), cerca di far rivivere il motto dell'ORTF: "Informare, coltivare, intrattenere".
Un ex dirigente avverte che tali tagli "ucciderebbero il servizio pubblico", mentre gli esponenti del settore prevedono che, se attuati, i canali perderebbero il 90% dei contenuti. France Télévisions si oppone alla fusione tra France 2 e France 5, difendendo quest'ultima come essenziale per i documentari e i programmi di scoperta.
Il presidente della commissione Jérémie Patrier-Leitus spinge per una fusione completa di France Télévisions e Radio France al fine di creare un'emittente "forte e sovrana". Ha criticato il processo d'inchiesta per la mancanza di civiltà. Alloncle, che deve affrontare una denuncia su X, condanna le fughe di notizie e conferma il rinvio della pubblicazione a martedì.
Adottato dopo essere sfuggito di poco alla censura, il rapporto critica duramente la "cultura dell'irresponsabilità" e i conflitti di interesse del servizio pubblico radiotelevisivo. Il calore del dibattito è emerso quando France Inter ha citato, in modo insolito, un articolo del Figaro sulle proposte.