L'indice di rischio-paese dell'Argentina ha registrato un calo significativo mercoledì 21 gennaio 2026, chiudendo a 562 punti base secondo l'indicatore di JP Morgan. Questo calo riflette l'ottimismo sui mercati locali e globali, trainato dal rimbalzo dei titoli sovrani e da un ampio surplus commerciale. L'indicatore è sceso di sette punti rispetto alla chiusura precedente di 569.
Il rischio-paese dell'Argentina, misurato dall'indice EMBI di JP Morgan, è sceso sotto i 570 punti base mercoledì 21 gennaio 2026, chiudendo a 562 unità. Secondo i dati di Rava Bursátil, l'indicatore ha aperto la giornata a 572 punti, ha raggiunto un massimo a quel livello e un minimo di 561, prima di stabilizzarsi alla chiusura. Questo calo di sette punti rispetto ai 569 di martedì è avvenuto in un contesto di ampio miglioramento degli asset locali, con i titoli sovrani in dollari che hanno guadagnato in media lo 0,2%. Il bond GD30 si è distinto, quotato a 59,37 dollari per foglio da 100 di valore nominale. Il trend settimanale mostra stabilità con bias al ribasso: ha chiuso a 586 punti il 14 gennaio, 566 il 19 e 569 il 20. Fattori come il rimbalzo del 3,6% dell'indice S&P Merval, la solidità delle riserve internazionali della Banca Centrale (44,808 miliardi di dollari) e il surplus commerciale hanno contribuito a questa compressione. A differenza di novembre 2025, quando superava i 650 punti, il livello attuale segnala una maggiore fiducia degli investitori. «L'economia argentina mantiene proiezioni di crescita del 4% per il 2026 e il 2027 secondo l'ultimo rapporto del Fondo Monetario Internazionale», ha dichiarato Rava Bursátil nel suo rapporto del 19 gennaio. Questo indice misura lo spread sui tassi di interesse tra i bond dei mercati emergenti e i Treasury Usa, fungendo da termometro della capacità dell'Argentina di adempiere ai suoi obblighi di debito estero.