Illustration depicting worried traders on Argentina's stock exchange amid rising country risk and global market volatility.
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Il rischio paese dell'Argentina sale a 549 punti base tra la cautela dei mercati globali

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L'indice del rischio paese dell'Argentina, misurato da JP Morgan, ha chiuso a 549 punti base giovedì 23 aprile 2026, in rialzo di 14 unità. I mercati locali sono scesi in linea con la volatilità di Wall Street e le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. I titoli di stato hanno perso in media lo 0,7%.

L'indice EMBI+ di JP Morgan, che misura il premio del debito argentino rispetto ai titoli del Tesoro USA, è salito di 14 unità a 549 punti base alla chiusura delle contrattazioni del 23 aprile. Questo livello segna un massimo dal 10 aprile, quando aveva toccato i 553 punti, come riportato da Perfil e altri media finanziari.

I titoli di stato denominati in dollari sono scesi in media dello 0,7%, con cali significativi per i Global 2038 (-0,8%), i Global 2046 (-0,8%) e i Global 2041 (-0,7%). L'S&P Merval ha accentuato il suo declino del 2,3% a 2.831.848,54 punti, mentre gli ADR a Wall Street sono scesi fino al 7%, guidati da BBVA (-6,9%) e Grupo Financiero Galicia (-5,9%).

L'aumento è avvenuto in un clima di cautela globale a seguito delle minacce del presidente statunitense Donald Trump verso l'Iran, che ha avvertito di voler mantenere lo Stretto di Hormuz sostanzialmente chiuso, ad eccezione delle navi autorizzate. Ciò ha spinto il petrolio sopra i 100 dollari al barile e ha tinto di rosso i mercati azionari internazionali, influenzando gli asset argentini.

Nella settimana precedente, il rischio paese aveva oscillato vicino ai 519 punti, superando quota 530 prima di stabilizzarsi parzialmente.

Cosa dice la gente

Gli utenti di X, inclusi bot finanziari e account di testate giornalistiche, riportano l'aumento del rischio paese dell'Argentina a 549 punti base al 23 aprile 2026, nel contesto della cautela sui mercati globali e delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Le reazioni sono per lo più aggiornamenti neutrali, con alcuni che notano l'aumento come preoccupante pur rimanendo al di sotto dei massimi storici. I media sottolineano i cali dei titoli obbligazionari e la volatilità di Wall Street.

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