Migliaia di tifosi hanno ritirato le domande di biglietti per il Mondiale FIFA 2026 in mezzo a crescenti preoccupazioni sulla politica estera USA e questioni di sicurezza interna. Campagne sui social media e mozioni politiche invitano al boicottaggio, spingendo la FIFA a convocare un vertice d’emergenza. Il torneo, co-ospitato da Stati Uniti, Messico e Canada, rischia interruzioni con l’avvicinarsi della data d’inizio l’11 giugno.
Il Mondiale FIFA 2026, con 48 squadre e 104 partite dall’11 giugno al 19 luglio, incontra forte opposizione a causa del clima politico negli Stati Uniti. Rapporti indicano che circa 16.800 tifosi hanno cancellato o ritirato le loro domande di biglietti durante il weekend dell’11-13 gennaio, principalmente nella fase di Estrazione Casuale appena conclusa. Questi ritiri, che non prevedono rimborsi per i biglietti venduti secondo la politica FIFA, derivano da timori per sicurezza, diritti umani e tensioni internazionali sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump. Fattori scatenanti principali includono la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro dagli USA in un’incursione a Caracas all’inizio di questo mese, condannata da 23 parlamentari britannici di vari partiti come violazione del diritto internazionale. I parlamentari, di Labour, Lib Dems, Green Party e Plaid Cymru, hanno firmato una mozione parlamentare che invita la FIFA a considerare l’espulsione degli USA dal torneo finché non rispetteranno le norme globali. Hanno citato ulteriori minacce USA verso Colombia, Messico, Groenlandia, Iran e altri, inclusi piani per azioni militari e controllo del petrolio venezuelano. «È un’invasione di una nazione sovrana e il rapimento di un presidente in Venezuela», ha detto il parlamentare Brian Leishman, tracciando paralleli con il bando FIFA alla Russia nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina. A livello domestico, la sparatoria fatale della cittadina USA Renee Good, 37 anni, da parte di un agente ICE a Minneapolis la scorsa settimana ha intensificato proteste e preoccupazioni per la sicurezza. Divieti di viaggio che colpiscono tifosi da Senegal, Costa d’Avorio, Iran, Haiti e altri complicano ulteriormente la partecipazione. Hashtag sui social come #BoycottWorldCup e il sito BoycottUSA2026.org hanno mobilitato sostenitori, con il diplomatico libanese Mohamad Safa che ha annunciato la sua cancellazione: «L’ICE può decidere che sono un membro di gang e rinchiudermi in prigione per un anno senza accuse.» Una petizione su Action Network, firmata da oltre 3.240 persone, esorta FIFA e CIO a bandire USA e Israele dagli eventi internazionali. In risposta, la FIFA ha convocato un vertice d’emergenza con alti funzionari, associazioni affiliate e organizzatori per affrontare il calo delle domande e l’inquietudine dei tifosi. Nonostante 150 milioni di richieste di biglietti, l’ente stima 6-7 milioni di vendite ma assicura che i dati complessivi siano stabili. In precedenza, nel dicembre 2025, la FIFA ha conferito a Trump il suo primo Premio per la Pace per sforzi di cessate il fuoco, una decisione ora sotto esame in questi sviluppi. Con il torneo in avvicinamento, 78 partite negli USA, persistono interrogativi sul suo potenziale unificante contro tensioni geopolitiche.