Il Consiglio Europeo ha approvato l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur venerdì (9), con il sostegno di 21 dei 27 Stati membri, dopo negoziati iniziati nel 1999. Nonostante i progressi, rimangono ostacoli, tra cui l’approvazione del Parlamento Europeo e potenziali sfide legali da parte di paesi come la Francia. La firma è prevista per il 17 gennaio ad Asunción, in Paraguay.
L’accordo, approvato a Bruxelles, prevede la liberalizzazione graduale del 91% al 92% del commercio bilaterale in 10-15 anni, coprendo dazi su beni industriali e agricoli. Per il Mercosur, ciò include l’eliminazione dei dazi sul 91% delle esportazioni UE in massimo 15 anni; l’UE eliminerà i dazi sul 92% delle esportazioni Mercosur in massimo 10 anni. Prodotti avvantaggiati includono articoli dell’agribusiness brasiliano come carni, zucchero, caffè ed etanolo, oltre a vini, formaggi e cioccolata europei. Ulteriori misure riguardano semplificazione burocratica, riconoscimento reciproco degli standard sanitari e quote specifiche, come 180.000 tonnellate di pollame e 25.000 tonnellate di maiale con esenzioni doganali. L’approvazione è seguita a concessioni all’Italia, contraria a dicembre: accesso anticipato a 45 miliardi di euro di sussidi della Politica Agricola Comune e sgravi sulle tasse sul carbonio per fertilizzanti importati. Tuttavia, persistono resistenze da Francia, Polonia, Ungheria, Austria e Irlanda, che intendono appellarsi alla Corte di Giustizia UE, un processo che potrebbe durare anni. Il Parlamento Europeo deve votare entro aprile, offuscando la firma imminente. I leader hanno celebrato la tappa. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha definito la decisione «storica» per crescita e posti di lavoro. In Brasile, il vicepresidente Geraldo Alckmin ha previsto la firma nei prossimi giorni e l’entrata in vigore nel 2026, con benefici come prodotti più economici, investimenti e multilateralismo rafforzato. Il presidente Lula e enti come Abiquim e Fiesp hanno evidenziato opportunità nelle esportazioni chimiche, bioeconomia ed energia pulita, nonostante un deficit commerciale di 13,5 miliardi di dollari nel 2025. L’accordo unisce 720 milioni di persone e un Pil di 22 trilioni di dollari, spinto da tensioni globali come i dazi Usa sotto Donald Trump ed esportazioni cinesi. I lettori sono divisi: alcuni vedono guadagni per agribusiness e consumatori ma avvertono rischi per l’industria brasiliana, criticando il protezionismo ipocrita dell’UE.