Il Tribunale federale di Rio de Janeiro ha condannato tre imputati per contrabbando, maltrattamento e ostruzione della vigilanza ambientale nell’importazione irregolare di 18 giraffe dal Sudafrica nel novembre 2021. Quattro animali sono morti poco dopo l’arrivo e i 14 sopravvissuti sono sotto la custodia dell’Ibama. Le difese hanno annunciato ricorsi contro la sentenza.
Il Tribunale federale di Rio de Janeiro ha condannato Manoel Browne de Paula, ex direttore delle operazioni del BioParque do Rio, e Cláudio Hermes Maas, all’epoca responsabile tecnico, a pene detentive complessive di cinque anni in regime aperto per contrabbando, maltrattamento e ostruzione della vigilanza ambientale. Potranno ricorrere in libertà. De Paula è stato anche multato di circa R$ 95.000, mentre Maas dovrà pagare circa R$ 45.000. nnIbama environmental analyst Hélio Bustamante Pereira de Sá ha ricevuto una condanna a un anno di detenzione, convertita in pene restrittive dei diritti, per dichiarazione falsa colposa avendo attestato che il Portobello Resort & Safári di Mangaratiba aveva le condizioni per accogliere gli animali. nnL’azione penale è stata promossa dal Ministero Pubblico Federale, che ha contestato l’uso di documenti ideologicamente falsi per ottenere la licenza per l’importazione destinata al BioParque e al resort. Quattro giraffe sono morte dopo lo sbarco l’11 novembre 2021, tre poco dopo, secondo l’atto d’accusa. Gli animali sono stati mantenuti in luoghi inadeguati e vi è stato un ritardo nella notifica alle autorità delle morti, ostruendo l’indagine. nnIn una nota, il BioParque ha espresso sorpresa per la decisione di primo grado e ha annunciato ricorso. «L’istituzione riafferma la fiducia nel sistema della Giustizia e ha la ferma convinzione che, alla fine, prevarrà la verità e verrà riconosciuta l’innocenza degli coinvolti», afferma il comunicato. nnLa difesa di Maas ha sostenuto la legalità dell’importazione e ha messo in evidenza la carriera del convenuto nella conservazione delle specie. La difesa di De Paula ha ribadito la fiducia nelle prove prodotte e prevede che la decisione venga ribaltata. La difesa di Sá ha sottolineato che la condotta era colposa, senza dolo. nnL’Ibama ha dichiarato di non voler commentare la decisione giudiziaria, in quanto non parte del processo, e di aver avviato un procedimento amministrativo disciplinare riservato nei confronti del servidor. Un servidor statale è stato assolto per mancanza di prova della responsabilità penale. nnL’Ong Fórum Nacional de Proteção e Defesa Animal, assistente dell’accusa, ha criticato la pena come sproporzionata. «I mandanti sono rimasti impuniti e, in definitiva, le giraffe sono state le uniche a soffrire davvero le conseguenze», ha dichiarato l’avvocata Ana Paula de Vasconcelos. nnLa sentenza ha evidenziato irregolarità nell’importazione e nella gestione post-arrivo, con strutture inadeguate al resort. La Polizia Federale ha classificato il caso come il più grande episodio di traffico internazionale di animali in Brasile. Le giraffe sono state considerate abbattute in natura ai sensi della Cites. I 14 superstiti, dichiarati incamerati all’Unione, si trovano a Mangaratiba sotto custodia dell’Ibama, che ne sta valutando la destinazione; il BioParque se ne prende cura nel frattempo.