L'Audiencia Provincial delle Isole Baleari ha confermato una condanna a cinque anni di carcere per un tatuatore di Eivissa che ha abusato sessualmente di una turista scozzese nel 2022. L'aggressione è avvenuta durante una sessione di tatuaggio nel suo studio di Sant Josep, dove ha inserito le dita nella vagina della vittima senza consenso per 25 minuti. Dovrà anche pagarle 15.000 euro di risarcimento e rispettare un ordine restrittivo di sette anni.
La Prima Sezione dell'Audiencia Provincial delle Isole Baleari ha confermato martedì la condanna di E.J.M.O., un tatuatore di 50 anni di Eivissa, per abuso sessuale su una cliente durante l'estate 2022. Secondo la sentenza del Tribunale Superiore di Giustizia delle Isole Baleari (TSJIB), l'incidente è accaduto nella notte del 15 giugno nello studio dell'imputato a Sant Josep. La vittima, una turista scozzese in vacanza con amici, vi si è recata con uno di loro per farsi tatuare la silhouette di una farfalla vicino all'anca. Durante l'esecuzione del tatuaggio, l'imputato ha approfittato della posizione della donna, che non indossava mutande, per inserire le dita della mano sinistra nella sua vagina senza consenso e muoverle per circa 25 minuti. La sentenza stabilisce che la vittima era paralizzata dallo shock e dalla paura che l'aggressore facesse qualcosa di peggio, impedendole di reagire. L'imputato ha negato i fatti, ma la testimonianza della vittima è stata corroborata da prove che ne rafforzano la veridicità. Il tatuatore ha precedenti per atti analoghi, tra cui una denuncia per abusi su due minori — uno sotto i 16 anni — e una sentenza definitiva del 2024 per palpeggiamento di un minore nel 2021 nello stesso luogo. La Guardia Civil ha confermato che era stato arrestato una settimana prima di questa denuncia per episodi simili, con un modus operandi variabile. La Procura aveva chiesto sei anni di carcere e un divieto di 16 anni di lavorare con minori, ma la pena irrogata è di cinque anni di reclusione, 15.000 euro per danno morale e un divieto di avvicinamento a meno di 300 metri per sette anni. La sentenza non è definitiva e può essere impugnata dinanzi alla Sezione Civile e Penale del TSJIB. I giudici hanno evidenziato che il comportamento aveva un 'significato e contenuto sessuale inequivocabile' e ha inciso negativamente sull'intimità della vittima, senza dubbi sulla chiarezza con cui l'imputato ha percepito la situazione.