Durante un dibattito televisivo sulle elezioni municipali di Marsiglia, la candidata di destra Martine Vassal ha adottato e difeso il motto 'lavoro, famiglia, patria', legato al regime di Vichy, prima di aggiungere 'umanità'. Il momento ha interrotto le discussioni tra i principali candidati, focalizzate su controversie nazionali.
Il dibattito, condotto da BFM-TV in partnership con La Provence e Le Figaro, si è tenuto giovedì 19 febbraio nella grande sala del Palais de la Bourse, vicino al Vieux-Port di Marsiglia. I quattro principali candidati – Benoît Payan (divers gauche, sindaco uscente), Martine Vassal (divers droite), Sébastien Delogu (La France insoumise) e Franck Allisio (Rassemblement national) – discutevano da oltre un'ora di questioni nazionali, tra cui la morte di Quentin Deranque a Lione, presunti legami tra il gruppo antifascista La Jeune Garde e LFI, e la lotta al narcotraffico. nnInterrogata su una possibile alleanza al secondo turno con il RN, Martine Vassal, presidente della Metropoli Aix-Marseille-Provence e del dipartimento di Bouches-du-Rhône, sostenuta da un'unione di centro-destra che include Renaissance, ha dichiarato che i suoi valori personali «non sono mai cambiati»: «È merito, lavoro, famiglia, patria.» nnLa dichiarazione ha provocato una reazione immediata. Benoît Payan è intervenuto: «Ti rendi conto di quello che hai appena detto? Lavoro, famiglia, patria – è il motto del signor Pétain.» Martine Vassal ha replicato con sfida: «Sì, certo. Ed è il mio motto e i miei valori!» Sollecitata dalla giornalista Apolline de Malherbe, ha aggiunto: «E umanità.» nnIl momento ha gelato il pubblico, evidenziando un cambio in un dibattito altrimenti incentrato su questioni lontane dalle preoccupazioni quotidiane dei marsigliesi.