La Corte d’appello di Parigi ha annunciato che pronuncerà la sentenza il 7 luglio 2026 alle 13:30 nel processo d’appello a Marine Le Pen e Rassemblement National (RN) per peculato di fondi pubblici. Questa data è cruciale per il futuro politico della leader RN, poiché ha dichiarato che deciderà sulla sua candidatura presidenziale 2027 in base al verdetto. Se dichiarata ineleggibile, Jordan Bardella sarebbe il candidato del partito.
Il processo d’appello riguarda il caso degli assistenti parlamentari europei del Front National (oggi RN), accusati di aver assunto assistenti pagati con fondi europei tra il 2004 e il 2016, ma che lavoravano principalmente per il partito. Secondo i procuratori, Marine Le Pen ha avuto un ruolo centrale come organizzatrice, firmando contratti e istituendo un sistema che avrebbe sottratto 1,4 milioni di euro. I pubblici ministeri hanno richiesto contro di lei quattro anni di carcere, di cui uno effettivo, cinque anni di ineleggibilità e una multa di 100.000 euro, oltre a pene simili per gli altri undici imputati e per l’RN come persona giuridica. In primo grado, il 31 marzo 2025, Marine Le Pen è stata condannata a quattro anni di carcere, di cui due effettivi, e cinque anni di ineleggibilità con esecuzione immediata, che al momento le impedisce di candidarsi alla presidenza. Durante le udienze, durate quattro settimane e concluse l’11 febbraio 2026, i suoi avvocati, Me Rodolphe Bosselut e Me Sandra Chirac-Kollarik, hanno chiesto l’assoluzione, affermando che ha agito in «totale buona fede» e che esistevano «zone grigie» tollerate dalle regole del Parlamento europeo, senza avvisi elevati. Me Bosselut ha evidenziato il calendario politico: «Avete quindi l’obbligo di tenere conto di un calendario politico nazionale, che rende la sentenza che pronuncerete vertiginosa». Uscendo dall’udienza, Marine Le Pen ha detto ai giornalisti: «Più presto [la decisione], meglio mi sentivo», esprimendo sollievo per il fatto che la corte stesse prendendo tempo per analizzare questioni legali. Ha notato che un ricorso in cassazione non sarebbe stato risolto prima dell’inizio del 2027, troppo tardi per una campagna. Per essere eleggibile, la sua ineleggibilità non deve superare i due anni dalla sentenza di primo grado. Il verdetto del 7 luglio segnerà così o la fine della sua carriera politica dopo decenni o un’opportunità per il suo quarto tentativo all’Eliseo.