Una settimana dopo il linciaggio mortale del 23enne Quentin Deranque a Lione, sette sospetti sono stati accusati giovedì sera, sei di omicidio volontario e uno di complicità per istigazione. Gli accusati, di età compresa tra i 20 e i 26 anni e legati al movimento ultrasinistro, sono stati posti in detenzione cautelare. Il caso ha acceso un acceso dibattito politico sulla violenza e i legami con La France insoumise.
Quentin Deranque, militante nazionalista di 23 anni, è stato linciato il 12 febbraio 2026 ai margini di una conferenza dell'eurodeputata LFI Rima Hassan alla Sciences Po Lione. È morto due giorni dopo per un trauma cranico. L'inchiesta, aperta per omicidio volontario, ha portato all'arresto di undici persone martedì e mercoledì, con sette presentate a un giudice istruttore giovedì. Il procuratore di Lione, Thierry Dran, ha annunciato in conferenza stampa che sei sospetti sono stati accusati di «omicidio volontario, violenza aggravata e associazione criminale». Il settimo, Jacques-Élie Favrot, 25 anni, assistente parlamentare del deputato LFI Raphaël Arnault, è stato accusato di «complicità in omicidio per istigazione, violenza aggravata e associazione criminale». Tutti sono stati posti in detenzione cautelare per «rischio di disordini pubblici». Di età compresa tra i 20 e i 26 anni, i sospetti sono per lo più studenti o impiegati, senza precedenti giudiziari significativi salvo due. Tre hanno ammesso di appartenere al movimento ultrasinistro, e diversi sono vicini a Jeune Garde, un gruppo antifascista fondato nel 2018 da Raphaël Arnault e sciolto a giugno 2025. «Due hanno rifiutato di parlare; gli altri riconoscono la loro presenza sulla scena e alcuni ammettono di aver sferrato colpi, ma negano l'intenzione omicida», ha precisato Thierry Dran. L'avvocato di Favrot, Me Bertrand Sayn, ha dichiarato che il suo cliente «non ha sferrato colpi diretti capaci di causare la morte». L'identificazione di tutti i partecipanti rimane incompleta, secondo il procuratore. Politicamente, il caso imbarazza l'LFI: due assistenti di Arnault sono coinvolti, e le richieste di espulsione si moltiplicano. Da Nuova Delhi, Emmanuel Macron ha esortato i partiti estremi a «fare pulizia» nelle loro file, invitando a evitare «qualsiasi spirale di violenza». Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin propone pene di ineleggibilità per i condannati per violenza fisica. I genitori di Quentin chiedono calma, mentre sono previsti omaggi a Lione sabato, senza divieto al momento. Il dibattito si concentra sulla violenza politica: il 76% dei francesi ritiene che il PS non debba più allearsi con l'LFI, secondo un sondaggio Odoxa per Le Figaro.