L'Avvocatura dello Stato ha chiesto alla Corte Suprema di respingere la sospensione cautelare del decreto di regolarizzazione straordinaria degli immigrati approvato ad aprile. I servizi legali sostengono che i requisiti per bloccare il processo non siano soddisfatti e che questo non inciderà sui servizi pubblici.
I servizi legali dello Stato hanno depositato lunedì le proprie argomentazioni dinanzi alla Sezione del Contenzioso Amministrativo. Sottolineano che le persone idonee a richiedere le autorizzazioni risiedevano già in Spagna prima del 1° gennaio 2026 e usufruiscono già dei servizi pubblici.
L'Avvocatura dello Stato evidenzia che la regolarizzazione consentirà l'accesso al lavoro e aumenterà i contributi sociali. Aggiunge che una sospensione danneggerebbe l'interesse pubblico e annullerebbe il termine ultimo per la presentazione delle domande, fissato per il 30 giugno.
La Corte Suprema terrà un'udienza mercoledì sulle richieste di sospensione presentate da Hazte Oír, Vox e dalla Comunità di Madrid. Ad aprile aveva già respinto una misura cautelare urgente per mancanza di una speciale urgenza.