Le elezioni municipali francesi del 2026 a marzo vedono emergere l'intelligenza artificiale come strumento chiave per i candidati, dalla creazione di video alla stesura di discorsi. Gli esperti ne sottolineano l'efficienza e il basso costo, ma sorgono preoccupazioni etiche che spingono a richieste di regolamentazione. Questa campagna segna il primo uso diffuso dell'IA nella politica locale.
Paul Brounais, capo dell'agenzia di comunicazione politica Lab électoral, assiste i candidati in 60 comuni da 250 a 220.000 abitanti. «Tutti hanno l'intelligenza artificiale in tasca. Perché non usarla per la campagna?», afferma. Questo giovane imprenditore, anche consigliere municipale in Loire-Atlantique, descrive questa elezione come «la prima campagna con IA», accessibile a tutti e ampiamente adottata. Christophe Bouillon, presidente dell'Association des petites villes de France e sindaco della sinistra plurale di Barentin in Seine-Maritime, nota un aumento di documenti ben fatti sui social media, specialmente nei piccoli comuni. «Anche se non sai scrivere, lo fa l'IA», osserva. Le elezioni del 15 e 22 marzo offrono terreno fertile per queste campagne potenziate dall'IA. A Parigi, i video programmatici di Sarah Knafo, candidata di Reconquête!, hanno attirato l'attenzione. Antoine Marie, ricercatore in scienze politiche e psicologia alla Sciences Po Paris, spiega: «È una tecnica a basso costo e veloce. I partiti, che mirano a vincere le elezioni in un contesto altamente competitivo, non possono permettersi di perdere l'opportunità». Questo strumento va dalle grandi città alle piccole località, sollevando questioni etiche che spingono già alcuni eletti a richiedere quadri regolatori per il suo uso in politica.