La senatrice Patricia Bullrich ha incontrato la famiglia di Jeremías Monzón, ucciso da minorenni a Santa Fe, e ha rinnovato la spinta ad abbassare l’età della responsabilità penale a 13 anni. Ha criticato duramente il governatore Axel Kicillof per l’opposizione, accusandolo di schierarsi sempre con i criminali. Il dibattito sta incrinando i rapporti tra governo nazionale e provincia di Buenos Aires.
La capo del blocco La Libertad Avanza al Senato, Patricia Bullrich, ha incontrato di recente Romina, madre di Jeremías Monzón, un giovane di 23 anni accoltellato a morte da minorenni in un capannone abbandonato a Santa Fe. Il caso, con oltre 20 ferite da coltello e ripreso dagli aggressori, ha sconvolto la società argentina. Bullrich ha descritto l’episodio come «uno dei casi più brutali» e ha sottolineato che «i minorenni uccidono e tornano a casa come se niente fosse».</n/nDurante l’incontro, Bullrich ha ribadito l’impulso del governo Milei a riformare il regime penale giovanile, sostituendo il decreto-legge del 1980 firmato da Jorge Rafael Videla, ritenuto obsoleto da entrambe le parti. Ha annunciato che il disegno di legge sarà esaminato nelle sessioni straordinarie di febbraio, promosso dalla legislatrice Rodríguez Machado, e ha assicurato: «Diventerà legge a breve». Tuttavia, ha chiarito che non ci sarà retroattività per il caso Monzón, sebbene si cerchino conseguenze legali.</n/nL’incontro ha dato a Bullrich la base per affrontare il governatore di Buenos Aires Axel Kicillof, che ha respinto l’abbassamento dell’età della responsabilità penale a 13 anni, sostenendo che «non risolverà i problemi alla radice» e che «serve uno sforzo integrale tra i tre poteri, lavoro serio e pianificazione». Bullrich lo ha accusato sui social: «È chiaro che né la sicurezza né le vittime gli interessano. Sempre dalla parte dei criminali». Ha sfidato Kicillof ad affrontare le famiglie delle vittime, chiedendogli se direbbe loro che «non lo disturba che siano a casa, liberi e senza conseguenze».</n/nIl ministro della Sicurezza provinciale Javier Alonso ha appoggiato Kicillof, definendo il dibattito «sterile» e presentando dati: calo del 20,8% negli omicidi commessi da minorenni a Buenos Aires, da 24 casi nel 2024 a 19 nel 2025, grazie al programma «Entramados» e al Tribunale della responsabilità penale giovanile operativo dal 2007, che consente la detenzione cautelare. Bullrich ha criticato anche Kicillof per aver postato su X con commenti bloccati, suggerendo che evita il dialogo con la società.</n/nL’establishment nazionale sostiene i 13 anni, ispirato a modelli come Brasile e Uruguay, mentre gli alleati PRO preferiscono 14. Questo scontro approfondisce la frattura tra Nazione e Provincia sulla sicurezza giovanile.