La Banca Centrale del Brasile ha decretato la liquidazione di Will Bank, il braccio digitale del gruppo Master, mercoledì (21) dopo il mancato rispetto degli impegni con la rete Mastercard. La mossa aumenta i costi per il Fondo Garantitore dei Crediti (FGC) a circa 50 miliardi di R$, il più alto di sempre per il fondo. I clienti segnalano difficoltà nell'accesso ai fondi e nel pagamento delle bollette, mentre le indagini della STF sulle frodi bancarie affrontano pressioni continue.
La Banca Centrale del Brasile (BC) ha decretato la liquidazione di Will Bank il 21 gennaio 2026, ponendo fine alle speranze di vendere l'istituto, in amministrazione speciale da novembre 2025. La banca digitale, acquisita dal gruppo Master nel 2024 e con 9 milioni di clienti, non ha rispettato gli obblighi nella filiera delle carte di credito, spingendo Mastercard a eseguire le garanzie. Ciò comporta 6,5 miliardi di R$ in CDB coperti dal FGC, portando le perdite totali del caso Master fino a 50 miliardi di R$, superando i record precedenti. Clienti come la freelancer Izabel Pierini, con 1.500 R$ bloccati, e l'influencer Rodolfo Lima riportano l'impossibilità di prelevare fondi, fare trasferimenti Pix o pagare bollette, inclusi stipendi e risparmi. L'app della banca mostra solo info sulle fatture delle carte di credito senza storico, scatenando reclami su Reclame Aqui e social media. Il FGC stima 6,3 miliardi di R$ per coprire i depositi di Will Bank fino a 250.000 R$ per cliente, con pagamenti a partire dal 19 gennaio per 150.000 investitori, ma senza scadenza legale fissa – solo una stima di due giorni lavorativi. Sul fronte regolatorio, il presidente ad interim della CVM João Accioly sostiene la condivisione della supervisione dei fondi con la BC, con la BC che gestisce aspetti prudenziali e la CVM focalizzata sulle frodi, in risposta alle irregolarità di Master. Accioly ha criticato i termini di impegno della CVM che hanno chiuso casi per 6 milioni di R$ coinvolgendo obiettivi Master. Lo scandalo colpisce fondi pensione di 18 stati e municipalità, con 1,8 miliardi di R$ investiti senza garanzie, e la BRB, che ha iniettato fondi in Master. Alla STF, i giudici spingono per inviare l'inchiesta in primo grado come 'uscita onorevole' per Dias Toffoli, in mezzo a critiche per eccessivo segreto, un viaggio in jet con un avvocato legato al caso e legami familiari con fondi Master. Toffoli resiste, citando rischi di fughe di notizie e assenza di impedimento legale. L'Operazione Compliance Zero, lanciata il 14 gennaio, indaga frodi del proprietario di Master Daniel Vorcaro, senza prove contro il deputato João Bacelar.