Il Consiglio Costituzionale ha validato giovedì 19 febbraio 2026 un articolo della legge di bilancio che esclude studenti non europei e non borsisti dagli aiuti personalizzati per l'alloggio. Questa misura, che richiede almeno due anni di presenza in Francia, è criticata come forma di preferenza nazionale dai partiti di opposizione e associazioni studentesche. I Saggi hanno tuttavia stabilito che persegue un obiettivo di interesse generale nel controllo delle spese legate agli APL.
Il 19 febbraio 2026, il Consiglio Costituzionale ha approvato una disposizione nella legge di bilancio 2026 che nega l'aiuto personalizzato per l'alloggio (APL) a studenti non europei e non borsisti. Questa esclusione si applica a coloro presenti in Francia da meno di due anni, con dettagli specificati dal decreto. I ricorsi presentati dal Partito Socialista (PS), La France Insoumise (LFI), gli Ecologisti e il gruppo Sinistra Democratica e Repubblicana (GDR) sono stati respinti. nnLa Fondation pour le logement, sostenuta da circa quindici associazioni e sindacati studenteschi, si è opposta alla misura. Secondo l'Osservatorio della vita studentesca, gli studenti stranieri hanno fatto ricorso all'aiuto alimentare tre volte più spesso nel 2023 rispetto agli studenti francesi. La riforma potrebbe ridurre il loro bilancio di 150 a 250 euro al mese, poiché gli APL sono uno dei pochi aiuti disponibili per loro. nnIl PS ha sostenuto che la disposizione contraddice il principio di accesso paritario all'istruzione e il diritto a un alloggio dignitoso. LFI ha ricordato una sentenza di aprile 2024 che ha annullato i requisiti di residenza per i benefici sociali come sproporzionati. nnI Saggi hanno determinato che la misura mira a controllare la crescita delle spese APL, giustificando una deviazione dall'uguaglianza per situazioni diverse o ragioni di interesse generale. Hanno aggiunto una riserva interpretativa, richiedendo l'applicazione in linea con il preambolo della Costituzione sullo sviluppo individuale e i mezzi di sussistenza. nnEsistono già disparità, come i cinque anni di residenza per il RSA o le tasse di iscrizione differenziate per studenti non UE. L'esperta costituzionalista Anne-Charlène Bezzina ha descritto la decisione come un irrigidimento della giurisprudenza senza rottura totale. nnIl deputato LFI Eric Coquerel l'ha criticata come una svolta verso la preferenza nazionale tratta dal programma del Front National. Manuel Domergue della Fondation pour le logement ha espresso delusione per l'impatto sugli studenti stranieri precari. La presidente di FAGE Suzanne Nijdam è rimasta sorpresa e valuta azioni, mentre Manon Moret di UNEF e Léa Jules-Clément di Union étudiante temono senzatetto e abbandoni degli studi, promettendo di continuare la mobilitazione.