L'Assemblea nazionale francese ha approvato giovedì un disegno di legge che propone fino a sei mesi di carcere per chi contribuisce a un rave party non dichiarato o vietato. Sostenuto dal governo e dall'estrema destra, il testo è passato in prima lettura con 78 voti favorevoli e 67 contrari. Ora il provvedimento passa al Senato.
La deputata Laetitia Saint-Paul del partito Horizons ha difeso il disegno di legge durante una giornata riservata al suo gruppo parlamentare. Il testo mira a punire chi "contribuisce direttamente o indirettamente alla preparazione, all'allestimento o al regolare svolgimento" di un rave party illegale, prevedendo pene fino a sei mesi di reclusione e una multa di 30.000 euro. È prevista la confisca obbligatoria delle attrezzature, oltre a una sanzione di 1.500 euro per i semplici partecipanti, che raddoppia in caso di recidiva. La ministra delegata all'Interno Marie-Pierre Vedrenne ha definito le attuali sanzioni "insufficientemente dissuasive", osservando che la Francia attira partecipanti da paesi con leggi più severe. Saint-Paul ha escluso dalla punibilità chi agisce esclusivamente per la riduzione del danno, una concessione fatta ai critici. Un emendamento della LFI ha aggiunto all'elenco anche gli operatori che installano aree di riposo o camion di cibo. I dibattiti hanno contrapposto i difensori degli agricoltori, che hanno citato i danni ai campi, agli oppositori di sinistra come Andy Kerbrat (LFI), che accusa lo Stato di creare "illegalità" negando i permessi. Eric Michoux (UDR) ha ironizzato sui "10.000 occupanti" che trasformano la campagna in "latrine giganti". Gli attori della scena, in un editoriale su Télérama, denunciano una repressione che spinge i rave party sempre più nell'illegalità.