Il Consiglio di Stato spagnolo ha espresso un parere fortemente critico nei confronti della bozza di decreto reale del Ministero del Lavoro per il rafforzamento del registro orario digitale, dichiarando che non dovrebbe essere approvata. L'organo consultivo contesta l'impatto economico sottostimato, la mancanza di adattamenti specifici per settore e le problematiche legate alla protezione dei dati. Il dipartimento della ministra del Lavoro Yolanda Díaz difende la misura come essenziale per il rispetto della legge.
Il Consiglio di Stato spagnolo ha approvato la scorsa settimana un parere non vincolante ma fortemente sfavorevole sulla bozza di decreto reale del Ministero del Lavoro, volta a implementare un registro orario digitale interoperabile per combattere gli straordinari non retribuiti. Il parere conclude: “No procede aprobar el real decreto proyectado” [Non è opportuno approvare il decreto reale proposto] e incorpora le critiche di altri organismi come il Ministero dell'Economia (guidato da Carlos Cuerpo), la Funzione Pubblica (Óscar López) e l'Agenzia spagnola per la protezione dei dati (AEPD). Il Consiglio, presieduto da Carmen Calvo, stima un impatto annuo iniziale di 867 milioni di euro per 1,35 milioni di aziende e 15,6 milioni di lavoratori, criticando il promemoria sull'impatto normativo per averlo sottostimato. Sottolinea gli oneri per le PMI, la necessità di adattamenti settoriali come per l'ospitalità, i trasporti o i portieri, e la mancanza di garanzie sulla protezione dei dati, dato che il sistema tecnico è indefinito. Ritiene inoltre che il decreto reale invada i poteri legislativi, allineandosi alle lamentele della CEOE, e trova ingiustificata la procedura d'urgenza. Il Ministero dell'Economia ha emesso due rapporti sfavorevoli (dicembre e febbraio), valutando positivamente l'obiettivo ma negativamente l'attuazione, richiedendo periodi di transizione ed esenzioni settoriali. Il Lavoro risponde: “Es incomprensible que alguien [...] pueda situarse en contra de un instrumento que lo que quiere es garantizar que se cumpla la ley [...], y que las empresas que abusan [...] paguen las horas extraordinarias como corresponde” [È incomprensibile che qualcuno [...] possa opporsi a uno strumento che mira a garantire che la legge sia rispettata [...] e che le aziende che abusano [...] paghino le ore straordinarie come dovuto]. Fanno notare che si tratta di una parte dell'accordo di coalizione PSOE-Sumar del 2023, negoziato con CCOO e UGT dopo che la legge sulle 37,5 ore non è passata al Congresso.