Cuba sta affrontando una crisi economica acuta che ricorda il «Periodo speciale» degli anni ’90, segnato da carenze di carburante e trasporti paralizzati. Autorità e voci sui social media evocano lo spettro dell’«opzione zero», in cui le importazioni potrebbero crollare a zero. Le misure governative si concentrano su soluzioni a medio e lungo termine, mentre la situazione immediata resta incerta.
L’isola caraibica stava già subendo un deterioramento drammatico prima del 29 gennaio 2026: blackout, trasporti insufficienti o costosi e inflazione. Il turismo non si è ripreso, con i visitatori che non superano la metà dei livelli pre-Covid, e gli hotel di massa restano vuoti. L’economia produce poco di esportabile, tranne alcuni medicinali, tabacco, rum e minerali; a livello interno estrae petrolio solforoso e coltiva parte del suo fabbisogno alimentare di base, sebbene lo zucchero sia importato. nnIl settore più dinamico riguarda iniziative di importazione e attività al dettaglio o di servizi per chi può permetterseli in valuta estera, dalle grandi corporation para-statali alle reti familiari nei mercati informali come la «Cuevita» dell’Avana. I servizi sanitari pubblici stanno peggiorando per mancanza di forniture e personale, stipendi ridicoli e una carenza critica di farmaci, spesso acquistati sul mercato nero. nnIl degrado materiale è aggravato dall’erosione dei legami sociali: la cultura è in crisi, gran parte dell’intellighenzia è emigrata, le solidarietà svaniscono e prevale spesso la morale da cortile carcerario. Non c’è accesso al credito estero a causa dell’embargo USA e della lunga storia di debiti non pagati di Cuba. Poi Donald Trump dichiara Cuba in stato di emergenza come «minaccia insolita alla sicurezza nazionale», aggiungendo sanzioni ai paesi che esportano idrocarburi sull’isola, accusata di ospitare basi spionistiche russe e cinesi. nnNelle ultime due settimane i trasporti tendono allo zero: gli autobus urbani non circolano e il carburante non viene venduto ai guidatori privati. Il gas da cucina non viene venduto da mesi, e c’è un avviso ufficiale sul carburante aeronautico (JET A1 NOT AVBL), che ferma i voli da Canada e Russia – principali mercati turistici di Cuba – con aerei che arrivano vuoti per rimpatriare connazionali. Il Messico non invia più petrolio, la Russia lo fa clandestinamente a causa della guerra in Ucraina e la Cina è importatore netto. nnMolti lo paragonano all’«opzione 0,2», simile al Periodo speciale ma più brusca e senza strategie preelaborate. Negli anni ’90 esistevano infrastrutture funzionanti e riserve morali; oggi generazioni nate negli anni ’90 e dopo dominano la vita quotidiana con una morale diversa. Un vicino commenta: «Fidel non faceva promesse; sapeva cosa c’era davvero; ora non c’è più.» Il presidente e i ministri parlano principalmente di misure a medio e lungo termine, richiamando le parole di Keynes: «nel lungo periodo saremo tutti morti». nnStoricamente Cuba ha affrontato blocchi navali USA nel 1898 e 1962. Il popolo cubano, povero e vulnerabile, è vittima di scontri di classe tra potentati potenti su entrambi i lati dello Stretto della Florida.