L'Egitto sta conducendo colloqui intensi con le parti yemenite per fermare i combattimenti e sostenere la pace, mentre le forze governative sostenute dall'Arabia Saudita riacquistano il porto strategico di Mukalla dai separatisti del Southern Transitional Council (STC) supportati dagli UAE, ribaltando i recenti guadagni nella crescente rottura saudita-emiratina.
Il Ministero degli Esteri egiziano ha espresso sabato "profonda preoccupazione" per gli sviluppi in Yemen, avvertendo dei rischi di escalation regionale. Il Cairo ha riaffermato il sostegno all'unità e alla sovranità dello Yemen, chiamando al dialogo, alla moderazione e a soluzioni complessive alle radici della crisi.
Questa spinta diplomatica segue l'annuncio del governo internazionalmente riconosciuto, sostenuto dall'Arabia Saudita, di aver ripreso Mukalla, capitale della provincia di Hadramout e importante porto orientale, preso dal STC il mese scorso nel corso della sua offensiva. L'Arabia Saudita ha accusato gli UAE di sostenere lo STC, fratturando la loro coalizione anti-Houthi. Gli avanzamenti governativi da venerdì hanno annullato gran parte dei guadagni territoriali dello STC, minando i suoi piani per un referendum sull'indipendenza.
Le forze sostenute dall'Arabia Saudita hanno assicurato siti chiave di Hadramout al confine con l'Arabia Saudita. Lo STC ha risposto bloccando le strade per Aden, accusando islamisti del nord (probabilmente alleati del partito Islah) di mirare ai civili, e appellandosi a un intervento internazionale contro l'"escalation sostenuta dai sauditi".
Lo Yemen rimane diviso dopo un decennio di guerra, strategicamente posizionato vicino all'Arabia Saudita e allo stretto di Bab al-Mandeb. Il capo del Consiglio Presidenziale Rashad al-Alimi ha richiesto un forum ospitato dai sauditi per risolvere le questioni meridionali e unire i gruppi. L'aeroporto di Aden, hub non Houthi, chiuso da giovedì per restrizioni sui voli UAE, con accuse reciproche di blocco tra STC e Arabia Saudita.