Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez sta valutando sanzioni che vanno dalla sospensione alla revoca contro Bernard Bazinet, sindaco di Augignac in Dordogne, per frasi antisemite pubblicate su Facebook. Queste dichiarazioni, ritenute incompatibili con il suo ruolo, hanno suscitato una forte condanna del governo e portato all'espulsione del sindaco dal Partito Socialista.
Il 4 dicembre, Bernard Bazinet, sindaco di Augignac, un comune di 825 abitanti nel nord della Dordogne, ha commentato un post su Facebook di Libération sulla partecipazione di Israele all'Eurovision 2026. Ha scritto: «Sì al boicottaggio! La Francia è troppo ebraica per boicottare!», utilizzando un termine gergale con connotazioni antisemite.
In un'intervista ad AFP, il signor Bazinet, ex membro del Partito Socialista (PS), ha dichiarato: «È un commento che ha superato completamente i miei pensieri. Ero fuori di me per ciò che leggevo nei resoconti sulla Palestina. [...] Non ero necessariamente consapevole che il termine [...] avesse sfumature antisemite». Ha cercato di cancellare il post, ma si è diffuso rapidamente, anche su CNews.
Il Ministero dell'Interno ha reagito con decisione. Laurent Nuñez «condanna fermamente» le frasi e ritiene che il sindaco «non possieda più l'autorità morale necessaria per esercitare le sue funzioni». Ha istruito il prefetto della Dordogne di convocare il signor Bazinet per ricordargli la gravità delle sue dichiarazioni. Il sindaco è atteso martedì 23 dicembre nella sottoprefettura di Nontron.
Inoltre, il PS ha espulso l'esponente il 9 dicembre, affermando che «l'antisemitismo è un male odioso. Nessuna tolleranza, nessuna spiegazione è accettabile». A gennaio, il signor Bazinet affronterà l'accusa di diffamazione razzista pubblica davanti al delegato del procuratore di Périgueux e dovrà pagare una multa di 500 euro.
Secondo il codice generale delle collettività territoriali, la sospensione può durare fino a un mese, mentre la revoca comporta un anno di ineleggibilità. Questo caso evidenzia la fermezza delle autorità contro i discorsi d'odio tra gli eletti, sottolineando la responsabilità accresciuta delle figure pubbliche nel rispetto dei valori repubblicani.