Gli inquirenti dell'operazione Carbono Oculto hanno identificato oltre 1.000 stazioni di servizio in vari stati collegate agli imprenditori Roberto Augusto Leme da Silva, noto come Beto Louco, e Mohamad Hussein Mourad, chiamato Primo. L'operazione indaga sull'infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dei carburanti e nei mercati finanziari. Inizialmente erano stati segnalati circa 300 punti vendita, ma le analisi hanno rivelato un volume "gigantesco" di reti aggiuntive.
L'operazione Carbono Oculto, considerata la più grande task force brasiliana contro la criminalità organizzata, coinvolge il Gaeco della Procura di San Paolo, l'Agenzia delle Entrate Federale e il supporto della Polizia Federale. Oltre 350 obiettivi, tra individui e società, sono sotto inchiesta per reati quali adulterazione di carburante, riciclaggio di denaro e frode fiscale.
Primo è descritto come l'"epicentro delle operazioni", che supervisiona la catena di produzione del carburante tramite società fantasma, stazioni e fondi di investimento immobiliare. Beto Louco si occuperebbe delle frodi contabili e delle finanze per proteggere i beni del gruppo. La mappatura delle stazioni è quasi completata, incrociando i dati telematici e le finanze di BK Bank.
Un caso nel Piauí ha dato vita all'operazione Carbono 86, portando alla luce un riciclaggio di 5 miliardi di R$ legato al PCC in stazioni del Piauí, Maranhão e Tocantins. Il 25 marzo, la Procura del Piauí ha incriminato 12 persone, tra cui Beto Louco e Primo.
L'avvocato di Beto Louco, Celso Vilardi, ha negato le notizie in una dichiarazione, affermando che sono infondate e a lui ignote. La difesa di Primo non è stata raggiunta. BK Bank ha dichiarato di non detenere conti attivi per le parti indagate e respinge l'accusa di gestire "conti tascabili" o di avere legami con la criminalità organizzata.