In un’intervista a Le Monde, la professoressa di scienze politiche Carole Bachelot ripercorre il 2025, segnato dalla fragilità dei governi successivi, lunghe negoziazioni sul bilancio e l’incarcerazione di un ex presidente. Attribuisce l’instabilità meno a una cultura conflittuale che alla centralità dell’elezione presidenziale. L’esperta valuta la situazione del campo Macron, della destra e della sinistra in mezzo ai dibattiti sul bilancio 2026.
Carole Bachelot, professoressa di scienze politiche all’Université Paris-Panthéon-Assas, ha co-scritto nel 2025 il libro Introduzione alla sociologia dei partiti politici con Alexandre Dézé e Florence Haegel, pubblicato da De Boeck Supérieur. Nella sua intervista, evidenzia la pressione sulla stabilità istituzionale dovuta alla mancanza di una maggioranza assoluta all’Assemblea Nazionale.
L’anno 2025 è stato movimentato in politica. I governi successivi hanno mostrato grande fragilità, mentre le negoziazioni sul bilancio sono state particolarmente protratte. Un evento notevole è stata l’incarcerazione di un ex presidente della Repubblica.
Riguardo al bilancio 2026, il primo ministro Sébastien Lecornu non è riuscito a replicare il successo del voto sul finanziamento della sicurezza sociale. Quest’ultimo aveva dimostrato che compromessi erano possibili con parte del blocco di sinistra. Tuttavia, ha generato tensioni dalla destra e dal blocco centrale, riluttanti a fare ulteriori concessioni su un testo di tale importanza simbolica.
Le tensioni tra il governo e il Senato di destra, i vincoli di calendario che hanno impedito all’Assemblea di esaminare il bilancio completo, e le imminenti elezioni municipali e presidenziali hanno acuito le polarizzazioni, contribuendo al blocco.
Bachelot nota: «L’instabilità può dipendere meno da una cultura conflittuale che dalla centralità dell’elezione presidenziale». Valuta la posizione indebolita del campo Macron accanto a una destra e una sinistra in riconfigurazione in mezzo a queste battaglie sul bilancio.