Con l'avvicinarsi delle elezioni municipali di marzo 2026, i partiti politici francesi si mobilitano, con ripercussioni sul voto senatoriale di settembre. Un collettivo lancia strumenti per promuovere la parità sociale, mentre il Rassemblement National adotta una strategia prudente. Queste elezioni modelleranno la composizione del Senato.
Le elezioni municipali in Francia il 15 e 22 marzo 2026 saranno determinanti, non solo per i consigli comunali ma anche per le elezioni senatoriali di settembre 2026. Ogni tre anni, circa la metà dei 348 seggi del Senato viene rinnovata tramite suffragio indiretto da un collegio di grandi elettori, il 95% dei quali sono consiglieri municipali. I risultati municipali influenzeranno dunque direttamente i voti senatoriali del 2026 e 2029.
Destra e centro puntano a conservare la maggioranza senatoria, sinistra a mantenere una forte opposizione e il Rassemblement National (RN) a creare un gruppo senatoriale. Ufficialmente la campagna senatoriale non è ancora partita, ma i preparativi sono in corso, secondo fonti dal Palazzo del Lussemburgo.
Nel frattempo, il collettivo Démocratiser la politique (DLP), nato dopo le legislative 2022 con circa 70 membri della società civile, ricercatori ed eletti di sinistra, ha lanciato due strumenti interattivi il 16 dicembre 2025. La «cartographie de la représentation» rivela la composizione sociale dei consigli municipali attuali, evidenziando la sottorappresentanza delle classi lavoratrici. Il «test de la parité sociale» valuta le liste dei candidati 2026 nell'ambito della campagna «2026: Vogliamo #PoliticiComeNoi» e «#OsiamoParitàSociale».
Taoufik Vallipuram, cofondatore del DLP, dichiara: «Portiamo trasparenza, una visione chiara sulla composizione sociale della nostra rappresentanza politica. Il nostro strumento dimostra che né il Rassemblement National, che si presenta come partito delle classi lavoratrici, né i partiti di sinistra, che rivendicano lo stesso, sono fedeli a coloro che dicono di rappresentare». I candidati di origini modeste finiscono spesso in fondo alle liste, riducendo le loro chance di elezione, specie con alleanze tra turni.
Per il RN la campagna municipale comporta pochi rischi. Segnato dai fallimenti del 2020, il partito si limita a liste in 600 comuni, come nel 2014 o 2001. Il direttore di campagna Julien Sanchez insiste: «Qualità prima della quantità». Senza obiettivi numerici, il RN mira a poche vittorie e più consiglieri. Colpo recente: la perdita di Fréjus, dove David Rachline, vicepresidente del partito, ha rassegnato le dimissioni su pressione di Marine Le Pen e non si candiderà con l'etichetta RN, invischiato in problemi giudiziari.
Questi sviluppi sottolineano le poste in gioco locali e nazionali delle municipali 2026, ponendo l'accento su rappresentatività e dinamiche partitiche.