Crowd of protesters in Paris symbolizing widespread dissatisfaction with French democracy and national decline, as revealed by the Fractures françaises survey.
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La tredicesima ondata di Fractures françaises rivela una crisi democratica accresciuta

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La tredicesima edizione dell'indagine annuale 'Fractures françaises', condotta da Ipsos per Le Monde, evidenzia la crescente diffidenza verso la democrazia francese. Quasi il 96% dei francesi dichiara di essere insoddisfatto o arrabbiato per la situazione del paese, con il 90% che ritiene la nazione in declino. Questa instabilità politica, segnata da crisi governative, rafforza il senso di disfunzione.

L'indagine 'Fractures françaises' del 2025, condotta da Ipsos per Le Monde, Cevipof, Fondation Jean Jaurès e Institut Montaigne, dipinge un quadro allarmante della società francese. Dopo mesi di instabilità politica, i risultati mostrano un aumento della diffidenza, della disperazione e del declinismo. Due terzi dei rispondenti rimangono attaccati alla democrazia, ma il 42% dei minori di 35 anni crede che un altro sistema sarebbe almeno altrettanto buono, e la tentazione di un forte potere di estrema destra sta crescendo in diverse categorie di popolazione.

Il divario tra elettori e rappresentanti si allarga: il 96% degli intervistati esprime insoddisfazione o rabbia per la situazione nazionale. Il secondo mandato di Emmanuel Macron aggrava la disperazione, con il 90% dei francesi che percepisce un declino nazionale, rispetto al 75% nel 2022. L'esecutivo sopporta il peso maggiore della diffidenza, mentre il Parlamento, nonostante le elezioni legislative del 2022 e 2024, non è riuscito a ripristinare la fiducia, con il suo tasso di approvazione crollato dopo le mozioni di censura.

Le crisi recenti esacerbano questi mali: la dimissione di un primo ministro a settembre, la sospensione della riforma delle pensioni, la caduta del governo a causa della strategia di Bruno Retailleau come presidente dei Repubblicani. Il Rassemblement National promette di censurare 'tutto', alimentando le tensioni. Emmanuel Macron subisce un forte calo: il 58% vuole le sue dimissioni, rispetto al 52% nel 2024, e il 65% non si fida di lui per proteggere il paese dai rischi di guerra, considerati alti dal 40% dei rispondenti.

Oltre alla divisione sinistra-destra, lo spazio politico si frantuma in quattro sensibilità sull'immigrazione e sull'economia. Le preferenze partitiche mostrano un 'cambiamento estremo verso destra', con l'RN largamente dominante. Per generazioni, il 44% dei lavoratori crede che gli anziani dovrebbero contribuire di più alla solidarietà, salendo al 53% tra i 18-24enni, senza indicare una guerra generalizzata. I Repubblicani, allineandosi più da vicino all'RN, rischiano di rafforzare l'estrema destra anziché recuperare terreno.

Questi segnali chiamano a riforme della Quinta Repubblica, come convenzioni cittadine o referendum locali, per renderla più aperta, come sostenuto dalla scienziata politica Hélène Landemore.

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