Deputato RN scatena indignazione con commenti sul genocidio ruandese

Le dichiarazioni di un deputato del Rassemblement national che paragonava un dibattito fiscale al genocidio ruandese hanno provocato un’indignazione unanime all’Assemblea Nazionale il 15 gennaio. Frédéric-Pierre Vos, deputato dell’Oise, ha fatto riferimento ironico all’altezza di hutu e tutsi, invertendo vittime e carnefici secondo i critici. Il suo gruppo ha espresso scuse, mentre si valutano sanzioni.

Durante i dibattiti sul bilancio all’Assemblea Nazionale, il deputato RN Frédéric-Pierre Vos, rappresentante dell’Oise, ha pronunciato dichiarazioni controverse il 15 gennaio. In una discussione sul patto Dutreil – un regime fiscale che prevede una riduzione del 75 % sui trasferimenti di imprese familiari –, ha detto: «La resistenza all’oppressione non consiste nel confondere uguaglianza con egualitarismo e nel trasformarsi in tutsi per fare a pezzi l’hutu perché erano più alti».Queste parole hanno immediatamente suscitato indignazione in tutti i gruppi parlamentari. Cyrielle Chatelain, capogruppo degli Ecologisti e Sociali, le ha definite «assolutamente vergognose», paragonandole al negazionismo: «Paragonare il desiderio di contributi francesi equi a un genocidio in cui la gente è stata uccisa a machettate è inaccettabile».Hervé Berville, deputato Renaissance delle Côtes-d’Armor, nato in Ruanda e orfano tutsi, ha denunciato la frase «intollerabile» che «inverte vittima ed esecutore». Ha aggiunto: «Questo mostra quanto lavoro resta da fare per riconoscere pienamente il genocidio tutsi in Ruanda». Il genocidio, da aprile a luglio 1994, ha causato oltre 800.000 morti secondo l’Onu, principalmente tutsi.Boris Vallaud, capogruppo dei Socialisti e Associati, ha invitato l’ufficio dell’Assemblea – competente per le sanzioni – a occuparsi di queste «dichiarazioni estremamente gravi». La presidente di seduta Marie-Agnès Poussier-Winsback (Horizons) ha risposto: «Lo sottoporrò al presidente».Dal canto suo, il deputato RN Jean-Philippe Tanguy della Somme ha offerto scuse a nome del suo gruppo: «Onoriamo la memoria delle vittime del genocidio ruandese».Queste reazioni evidenziano la sensibilità persistente sul riconoscimento del genocidio ruandese in Francia.

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