Il senatore Pablo Cervi ha formalizzato l’adesione a La Libertad Avanza (LLA), portando il blocco ufficiale a 20 membri in Senato, proprio prima del dibattito sulla riforma del lavoro di Javier Milei. Patricia Bullrich, capo del blocco libertario, ha annunciato una sessione speciale per l’11 febbraio e ha affermato di avere i voti necessari dopo incontri con alleati dialoganti.
Il senatore nazionale Pablo Cervi, deputato per Juntos por el Cambio dal 2021 al 2025 e candidato alla governatoria di Neuquén nel 2023, ha annunciato l’adesione a La Libertad Avanza (LLA) durante un evento con la senatrice Nadia Márquez e Karina Milei, segretaria generale della Presidenza. Questa aggiunta porta il blocco ufficiale a 20 senatori, rafforzando la loro posizione giorni prima del dibattito sulla riforma del lavoro. Alle elezioni dell’anno scorso, Cervi ha accompagnato Márquez nella lista dei senatori LLA, al secondo posto. Márquez ha celebrato la mossa sul suo account X: «Questo pomeriggio, il senatore nazionale Pablo Cervi ha formalizzato l’affiliazione partitica a La Libertad Avanza, un passo decisivo per consolidare lo spazio». Nel frattempo, Patricia Bullrich, capo del blocco libertario in Senato, si è riunita il 3 febbraio con leader di blocchi dialoganti, tra cui Eduardo Vischi (radicalismo), Luis Juez (Frente Cívica), Carlos Arce (Fronte di Rinnovo della Concordia), Edith Terenzi (Despertar Chubut), Beatriz Ávila (Indipendenza), Martín Goerling Lara (PRO) e altri. Dopo l’incontro, Bullrich ha richiesto una sessione speciale per mercoledì 11 febbraio e ha dichiarato che il testo della riforma è «chiuso al 95 %», con le modifiche rivelate solo in aula per prevenire fughe parziali. Bullrich ha espresso fiducia: «Abbiamo i numeri necessari e un impegno da ora a venerdì per la stesura finale e chiudere un parere definitivo lunedì». Il blocco ufficiale ha 20 voti propri e conta di aggiungere alleati per raggiungere almeno 37 o 40, inclusi radicali, PRO e altri blocchi. Le discussioni persistono sull’impatto fiscale, come la riduzione dell’imposta sui guadagni che colpisce le province, e il Fondo di assistenza lavoristica, proposto limitato alle PMI. Il Governo negozia con ministri come Luis Caputo e Diego Santilli per affrontare le richieste provinciali, presentando la riforma come «storica» e pro-lavoratori, nonostante gli allarmi sindacali.