La Corte Suprema ha annullato il registro nazionale unico per gli affitti turistici e stagionali, stabilendo che eccede le competenze delle comunità autonome. La sentenza conferma invece lo sportello unico digitale e gli obblighi di condivisione dei dati.
La Corte Suprema ha stabilito giovedì che il governo ha ecceduto i propri poteri imponendo un registro nazionale unico per gli appartamenti destinati ad affitti turistici e stagionali, duplicando i sistemi regionali già esistenti. La Corte ha confermato la legittimità dello sportello unico digitale per le procedure e l'obbligo per piattaforme come Airbnb e Booking di trasmettere i dati. Il Ministero dell'Edilizia ha accettato la decisione, sottolineando che, da luglio 2025, lo strumento ha permesso di individuare oltre 11.000 contratti di affitto irregolari. Nel registro sono stati inseriti un totale di 258.000 appartamenti turistici e 83.000 affitti stagionali. Le misure sono regolamentate dal Regio Decreto 1312/2024 del 23 dicembre.