Il ministro Félix Bolaños ha inviato una lettera all'Asociación Judicial Francisco de Vitoria difendendo le sue dichiarazioni sul giudice Juan Carlos Peinado come un "fatto oggettivo". L'associazione lo aveva accusato di "attacco personale" in seguito alle sue critiche sull'inchiesta riguardante Begoña Gómez, moglie di Pedro Sánchez. Bolaños rivendica la propria libertà di espressione e sottolinea l'annullamento di diverse sentenze.
Il ministro della Presidenza, della Giustizia e dei Rapporti con le Cortes, Félix Bolaños, ha inviato una lettera all'Asociación Judicial Francisco de Vitoria (AJFV) in risposta alle loro accuse di "attacco mirato" e "attacco personale" contro il giudice Juan Carlos Peinado.
Bolaños sostiene che le sue parole hanno evidenziato "un fatto oggettivo e straordinario": circa quindici provvedimenti emessi da Peinado nel caso contro Begoña Gómez sono stati parzialmente o totalmente annullati dall'Audiencia Provincial di Madrid e dalla Corte Suprema. Inoltre, il Consiglio Generale del Potere Giudiziario (CGPJ) ha in sospeso dei reclami contro il giudice, incluso uno presentato dal ministro stesso. "Questa circostanza non può essere definita abituale; al contrario, è molto anomala", afferma.
Il fattore scatenante sono state le dichiarazioni di Bolaños dopo l'ordinanza di Peinado, del Tribunale di Istruzione n. 41 di Madrid, che propone di processare Begoña Gómez per malversazione, traffico di influenze, corruzione negli affari e appropriazione indebita di marchio. L'ordinanza coinvolge anche l'assistente Cristina Álvarez e l'imprenditore Juan Carlos Barrabés. Bolaños ha affermato che il caso "mette in imbarazzo" cittadini, giudici e pubblici ministeri, causando un "danno irreparabile" alla reputazione della giustizia, confidando che le corti superiori possano ribaltarlo.
L'AJFV ritiene "inammissibile" che il ministro della Giustizia violi il suo dovere di "prudenza, moderazione e rispetto" verso la magistratura, esortandolo a porre fine alla "dinamica di scontro". Bolaños replica che l'indipendenza giudiziaria è "assolutamente garantita" e ribadisce la sua volontà di instaurare un "dialogo istituzionale leale e costruttivo".
La Procura ha richiesto l'archiviazione del caso, affermando che "non sussiste alcun reato" e che "il riscontro probatorio è nullo".