Otto persone a Las Tunas rischiano fino a nove anni di prigione per propaganda

Otto residenti della provincia di Las Tunas, a Cuba, potrebbero affrontare fino a nove anni di carcere per il reato di «propaganda contro l'ordine costituzionale», secondo un rapporto dell'ONG Cubalex. Le autorità li collegano al gruppo Cuba Primero e citano come prove interazioni sui social media e possesso di materiali relativi alla Dichiarazione universale dei diritti umani. Gli imputati sono in detenzione preventiva da marzo e aprile 2024.

In un caso che evidenzia l'uso del sistema penale cubano come strumento di repressione politica, otto persone della provincia di Las Tunas affrontano gravi accuse per aver espresso opinioni politiche sui social media. Il rapporto di Cubalex, tratto dalle conclusioni provvisorie del procuratore presentate il 21 luglio 2025 alla Camera dei reati di sicurezza dello Stato del Tribunale provinciale di Santiago de Cuba e firmate dal procuratore Iany Fernández Jomarrón, delinea le accuse.

Gli imputati, collegati dalle autorità al movimento Cuba Primero – ritenuto «terroristico» e «criminale» dal regime e con sede negli Stati Uniti – includono Javier Reyes Peña, per il quale si richiedono nove anni di prigione; Adisbel Mendoza Barroso e Guillermo Carralero López, ciascuno con otto anni; Carlos Manuel Santiesteban Saavedra, Carlos Alberto McDonald Ennis, Enrique González Infante e Pedro Carlos Camacho Ochoa, ciascuno con sette anni; e Maikel Hill Ramírez, con sei anni.

L'accusa li imputa di «interazioni sui social network, specialmente Facebook, registrazione e pubblicazione di video con posizioni politiche, diffusione di contenuti critici, scambi con utenti dentro e fuori dal paese, e possesso di materiali stampati e opuscoli, inclusi quelli relativi alla Dichiarazione universale dei diritti umani». Queste azioni sono presentate come mirate a «stimolare opinioni avverse» e a fomentare dissenso contro il sistema politico cubano, senza riferimento ad atti violenti o incitamenti alla violenza.

Il documento include anche valutazioni della «condotta morale e sociale» degli imputati, notando comportamenti «in contrasto con il processo rivoluzionario», che Cubalex descrive come elementi ideologici, stigmatizzanti e discriminatori. Per Carlos Alberto McDonald Ennis, affetto da ipertensione, diabete, pancreatite, malattie cardiache e un tumore maligno nella cavità nasale, le sue condizioni di salute sono peggiorate in prigione senza cure mediche adeguate. La sua famiglia ha esaurito le vie legali, inclusi ricorsi in habeas corpus e richieste di modifica della misura cautelare, senza ricevere risposte efficaci, in mezzo a vizi procedurali come accuse non definite, mancanza di notifica delle prove e proroghe ingiustificate dei termini legali.

Cubalex condanna il procedimento come esemplificazione della criminalizzazione dell'espressione pacifica dei diritti e chiede la liberazione degli coinvolti. Il caso avviene in mezzo a 165 incidenti repressivi a novembre, legati a proteste per blackout elettrici, carenze idriche ed epidemie.

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