Il magistrato della Corte Suprema Leopoldo Puente ha disposto la detenzione cautelare senza cauzione per l’ex ministro José Luis Ábalos e il suo ex consigliere Koldo García nel caso del complotto delle mascherine. La sentenza cita un rischio di fuga «estremo» prima del processo e prove solide di reati come associazione a delinquere e corruzione. Entrambi sono entrati nel carcere di Soto del Real, rendendo Ábalos il primo deputato in carica incarcerato.
Il magistrato Puente ha disposto ciò dopo un’udienza alla Corte Suprema in cui la Procura anticorruzione e le accuse popolari del PP hanno richiesto per la prima volta il carcere, citando un rischio di fuga crescente. Finora, Ábalos e García rispettavano misure come comparizioni bisettimanali, consegna del passaporto e divieto di spostamento, ma il giudice istruttore le ritiene insufficienti in vista del processo orale proposto il 3 novembre.
Puente contesta a entrambi reati gravi: associazione a delinquere, corruzione, abuso di informazioni privilegiate, traffico di influenze e peculato. I pm chiedono 24 anni per Ábalos e 19,5 per García; le parti popolari, 30 ciascuno. Il giudice evidenzia prove di Ábalos che maneggia contanti senza prelievi bancari per anni, e i suoi legami internazionali, come una proprietà in Perù e bonifici esteri del figlio.
Ábalos, deputato del Gruppo misto, ha citato vincoli tramite il suo stipendio parlamentare (circa 6.000 euro mensili), ma Puente lo respinge, notando che una condanna lo terminerebbe. Il Congresso sospenderà i suoi diritti e doveri, vietandogli voti o interventi, pur mantenendo il seggio. Fonti parlamentari dicono che le maggioranze restano invariate, a 350 seggi e maggioranza assoluta a 176.
Entrambi sono entrati a Soto del Real alle 18:09. Passeranno la prima notte nel modulo di ingresso, con rilevamento impronte e controllo effetti personali, prima di un probabile trasferimento in un modulo principale detenuti. Ábalos nervoso e García più calmo hanno negato rischio di fuga al giudice. Il PP, tramite Feijóo, convoca un comizio domenica contro Sánchez, soprannominandolo «la mela marcia».