L’ex ministro José Luis Ábalos ha chiesto alla Corte Suprema spagnola di essere giudicato da una giuria popolare invece che dai suoi magistrati nello scandalo delle mascherine. La sua difesa sostiene che le principali accuse di corruzione, traffico di influenze e peculato rientrano nella competenza della giuria. La corte ha aperto il procedimento orale contro di lui l’11 dicembre.
José Luis Ábalos, ex ministro dei Trasporti, sta spingendo affinché il suo processo per le presunte corruzioni negli acquisti di mascherine durante la pandemia di COVID-19 sia gestito da una giuria popolare. In un ricorso alla Corte Suprema spagnola, il suo avvocato sostiene che le accuse principali — corruzione, traffico di influenze e peculato — rientrano nella competenza della giuria, ai sensi della legge organica sulle giurie.
L’avvocato afferma che questi reati principali «trascinano» altri come associazione criminale e uso di informazioni privilegiate, citando due sentenze della Corte Suprema del 2010. Secondo queste, la competenza della giuria si estende se tali crimini mirano a commettere reati principali di competenza della giuria. Qui, l’associazione criminale esisteva per perpetrare peculato, corruzione e traffico di influenze, assorbendola nel procedimento della giuria. L’accusa di uso di informazioni privilegiate è così intrecciata che dividerla comprometterebbe l’unità del caso.
L’inquirente Leopoldo Puente ha avviato il processo orale l’11 dicembre contro Ábalos, il suo ex consigliere Koldo García e l’imprenditore Víctor de Aldama. La difesa cerca di ribaltare questa decisione e di avviare un procedimento con giuria.
Lo status di aforato di Ábalos porta il caso alla Corte Suprema, ma il suo avvocato insiste che l’aforamento cambia il foro, non la procedura. La legge consente giurie nei tribunali per aforati come la Suprema, specificando l’applicazione nelle udienze provinciali o nella alta corte. «L’aforamento modifica l’organo giudiziario ordinario, ma non la procedura», recita il ricorso.