Dramatic courtroom illustration of Madrid judges upholding embezzlement charges against Begoña Gómez, wife of PM Pedro Sánchez, and her advisor.
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Tribunale di Madrid conferma le accuse di peculato contro Begoña Gómez e la sua consigliera

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La Corte Provinciale di Madrid ha respinto i ricorsi di Begoña Gómez, moglie del presidente Pedro Sánchez, e della sua consigliera Cristina Álvarez contro le accuse di peculato. Il tribunale ravvisa indizi sufficienti nella nomina di Álvarez come assistente, mettendo in dubbio il suo ruolo oltre i compiti protocollari. Questa decisione tiene in vita l’inchiesta avviata dal giudice Juan Carlos Peinado.

La Corte Provinciale di Madrid, in un provvedimento notificato il 19 dicembre 2025, ha respinto i ricorsi presentati da Begoña Gómez e Cristina Álvarez contro la providenza del giudice Juan Carlos Peinado dell’agosto scorso, che le accusava di peculato. Il giudice istruttore sta esaminando se Álvarez, assunta come consigliera a La Moncloa, abbia utilizzato la sua posizione pubblica per assistere Gómez in attività private all’Università Complutense di Madrid, come la gestione della sua cattedra straordinaria in Trasformazione Sociale Competitiva.

I magistrati della Sezione 23 sostengono che la nomina di Álvarez, amica intima di Gómez, sia «dubbia» e possa costituire il primo indizio di peculato. «Sarebbe la prima volta in questo tipo di nomina che non ricade su un funzionario esperto in protocollo, per il miglior espletamento della funzione, ma su una persona di assoluta fiducia, non per guidarne i passi in un mondo complicato di formalità, cerimonie e atti ufficiali, ma per assicurare il fedele compimento del fine presuntamente proposto, attenendo ai suoi interessi particolari, con pregiudizio per il patrimonio pubblico», affermano nella risoluzione.

Il tribunale evidenzia che l’attività di Álvarez sembrava protrarsi 24 ore su 24, sette giorni su sette, ritenuta «eccessiva, più affine a un’amica interessata a questioni lucrative che al freddo compito di gestore dell’agenda e di altre faccende protocollari». Sebbene la difesa di Gómez, guidata dall’ex ministro Antonio Camacho, abbia citato solo tre email relative all’università, il tribunale le considera irrilevanti, poiché altri mezzi di comunicazione come riunioni e chiamate sono in fase di indagine. Un messaggio di Álvarez a un finanziatore della cattedra, che richiedeva il proseguimento del sostegno economico, è ritenuto significativo.

L’istruzione rimane aperta e il giudice potrebbe riqualificare il reato in altri come traffico di influenze o corruzione negli affari. In precedenza, la stessa Corte aveva revocato l’accusa di peculato contro Francisco Martínez, delegato del governo a Madrid, e la Corte Suprema ha respinto l’indagine contro il ministro Félix Bolaños. Fonti dell’opposizione indicano un precedente simile con Jaime de los Santos, assistente della moglie di Mariano Rajoy, che non era esperto in protocollo e non ha subito accuse, evidenziando potenziali incoerenze in tali nomine.

Cosa dice la gente

Le discussioni su X si sono concentrate sulla decisione della Corte Provinciale di Madrid di confermare l’inchiesta per peculato contro Begoña Gómez e la sua consigliera Cristina Álvarez. Utenti e media di destra hanno celebrato la sentenza come prova di indipendenza giudiziaria contro l’influenza governativa. Le voci di sinistra hanno espresso scetticismo, mettendo in dubbio le motivazioni del giudice Peinado e confrontandole con casi passati simili. Post ad alto engagement di testate giornalistiche hanno amplificato la notizia in modo neutrale.

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