La Corte di giustizia dell'Unione europea ha sostenuto giovedì la legge spagnola sull'amnistia, stabilendo che non contravviene alle norme UE sugli interessi finanziari o sul terrorismo.
I giudici di Lussemburgo hanno risposto alle questioni pregiudiziali sollevate dalla Corte dei conti e dall'Audiencia Nacional. Hanno determinato che l'estinzione della responsabilità contabile per lo storno di fondi pubblici per il Procés non incide sul bilancio dell'UE, poiché tali risorse non provenivano da fondi europei.
Nel caso dei reati di terrorismo attribuiti ai membri dei CDR, la Corte ha osservato che la direttiva europea non si oppone a un'amnistia che escluda gli atti che causano gravi violazioni dei diritti umani. La sentenza descrive la misura come uno strumento appropriato per facilitare la riconciliazione politica.
La decisione spiana la strada all'immediata applicazione dell'amnistia nei confronti dei soggetti perseguiti dalla Corte dei conti e dall'Audiencia Nacional. Tuttavia, i casi di Carles Puigdemont e Oriol Junqueras restano in attesa della risoluzione da parte della Corte costituzionale spagnola, prevista per l'autunno.
Il governo spagnolo ha accolto con favore il sostegno europeo. I leader indipendentisti hanno chiesto l'immediata applicazione da parte dei tribunali nazionali e hanno avvertito che il conflitto politico continua.