Una conversazione registrata tra María Dolores de Cospedal e José Manuel Villarejo rivela la sua consapevolezza dei pagamenti della polizia a Victoria Álvarez e dell’infiltrazione nei Mossos d’Esquadra, giorni prima del referendum 1-O del 2017. Il giudice Manuel García Castellón ha ignorato questi audio per due anni, secondo una relazione della polizia. L’operazione Catalogna, parte della guerra sporca contro l’indipendentismo, rimane in gran parte non indagata.
Il 12 settembre 2017, settimane prima del referendum indipendentista 1-O, María Dolores de Cospedal, allora segretaria generale del PP e ministra della Difesa, ha incontrato il commissario José Manuel Villarejo nella sede del partito a Genova, Madrid. La registrazione di un’ora e due minuti cattura Villarejo che chiede aiuto a Cospedal in mezzo alle pressioni della Procura anticorruzione e di Sepblac. Lei promette di intervenire: «Parlerò con Guindos e parlerò con la Procura».
La discussione passa poi alle manovre contro il procés catalano. Villarejo si riferisce a «Vicky», intendendo Victoria Álvarez, ex compagna di Jordi Pujol Ferrusola, che continua a ricevere pagamenti dai fondi riservati della polizia. «Se rilevano che Vicky è pagata dalla Polizia, avremo un pasticcio, no?», chiede Villarejo. Cospedal risponde: «Sì, infatti». Álvarez e Javier de la Rosa, condannati nel caso Pujol, ricevevano questi pagamenti dal 2013, quando Villarejo era coinvolto nella confessione che ha avviato l’inchiesta per corruzione contro la famiglia Pujol.
Cospedal menziona anche informatori nei Mossos d’Esquadra pagati con fondi riservati e si vanta di aver rimosso i vicedirettori operativi (DAO) della Polizia e della Guardia Civil dell’era Fernández Díaz. «Quanto mi è costato cambiare i DAO…», dice, notando che è un segreto la sua influenza sul Ministero dell’Interno sotto Juan Ignacio Zoido.
Questi audio, parte della pieza 32 nel caso Villarejo all’Audience Nazionale, sono stati ignorati dal giudice García Castellón nonostante una relazione della polizia del 2023 che li collega al caso Kitchen. L’operazione Catalogna, emersa nel 2014, comporta spionaggio e trappole ai danni di figure indipendentiste come Artur Mas e Xavier Trías, ma non ha registrato progressi nelle indagini giudiziarie. Solo Eugenio Pino è stato condannato per tentato inserimento di prove illecite nel caso Pujol. La pieza 32 ha funzionato da archivio per piste non perseguite, lasciando impuniti potenziali reati legati alla «brigata politica» del PP.