Marguerite Stern racconta il suo passaggio politico da sinistra a destra

Marguerite Stern, ex attivista di Femen, spiega in un'intervista come la sua posizione critica sulla causa trans l'abbia portata a una «transizione politica» da sinistra a destra. Proveniente da un background femminista impegnato, descrive il suo percorso da studentessa di provincia a Parigi, segnato da molestie sessiste e attivismo radicale. In un libro intimo, discute della sua apertura all'amore per la Francia e alla trascendenza.

Marguerite Stern, una giovane studentessa di provincia, arriva a Parigi e scopre le molestie sessiste quotidiane nelle strade della capitale settentrionale. Questa esperienza la spinge verso l'attivismo in Femen, dove trova una liberazione gioiosa. Militante appassionata, si impegna in molteplici cause: azioni a seno nudo contro il patriarcato, volontariato in una casa per minori non accompagnati nella giungla di Calais, arresti in Ucraina e Tunisia, o affissione di messaggi contro i femminicidi. Un tempo vicina a Charlie Hebdo, Stern abbraccia le lotte dell'estrema sinistra. Ma l'intolleranza e il settarismo in questi ambienti la allontanano gradualmente. Le sue posizioni contrarie alla causa trans, rifiutando che i suoi metodi vengano cooptati dagli attivisti trans, la trasformano in una paria. I suoi ex alleati diventano nemici spietati, desiderosi di distruggerla. Questa rottura segna una «transizione politica» verso destra. Nel suo libro intimo e carico, Stern racconta la sua conversione all'amore per la Francia e la sua apertura alla trascendenza. L'intervista rivela come questa evoluzione personale rifletta tensioni più ampie nel femminismo contemporaneo, dove la libertà di pensiero è talvolta soffocata dall'ideologia.

Articoli correlati

Emmanuel Grégoire passionately criticizes Rachida Dati at Paris rally, crowd supports left-wing stance.
Immagine generata dall'IA

Emmanuel Grégoire accusa Rachida Dati di scivolare verso l’estrema destra nel primo comizio

Riportato dall'IA Immagine generata dall'IA

Nel suo primo grande comizio elettorale il 14 gennaio 2026, Emmanuel Grégoire, capo di una lista di unione della sinistra a Parigi, ha criticato duramente la rivale Rachida Dati, accusandola di voler trasformare la capitale in un «lab facho». Quello stesso giorno, la sindaca uscente Anne Hidalgo ha difeso il suo bilancio senza citare nemmeno una volta il suo ex vice primo, sottolineando che Parigi deve restare una città di sinistra.

Negli ultimi anni, l'antifemminismo è diventato un percorso favorito per gli influencer conservatori online. Il politologo Tristan Boursier esamina come figure di estrema destra abbiano opportunamente costruito un discorso maschilista. Le associazioni avvertono sull'influenza di tali contenuti misogini sui giovani.

Riportato dall'IA

Brigitte Macron ha definito «sporche troie» le attiviste femministe per aver interrotto lo spettacolo del comico Ary Abittan, provocando forte indignazione nella sinistra e negli ambienti femministi. Numerose celebrità, tra cui attrici e cantanti, hanno espresso solidarietà usando l'hashtag #JeSuisUneSaleConne. Il suo entourage minimizza le dichiarazioni come critica a metodi radicali.

Nicolas Sarkozy ha infranto il cordone sanitario ereditato da Jacques Chirac promettendo a Marine Le Pen di non convocare un fronte repubblicano nelle future elezioni. Questa posizione ha suscitato indignazione tra gli eredi chiraquiani, che mantengono una linea intransigente contro l'estrema destra. Solenn de Royer, in una cronaca su Le Monde, nota la graduale scomparsa di questo circolo nella destra.

Riportato dall'IA

Un recente sondaggio mostra un'erosione dell'immagine di Marine Le Pen tra i francesi, specialmente i simpatizzanti RN, che preferiscono Jordan Bardella per la presidenza 2027. Nonostante la sua condanna del 2025, le idee RN guadagnano terreno nell'opinione pubblica, dividendo la Francia equamente tra preoccupazioni ed entusiasmo. Il partito mantiene il suo slancio in mezzo a problemi giudiziari.

Rachida Dati, the Culture Minister and Les Républicains candidate for Paris mayor, is outlining her program on mobility, security, and after-school care. Backed by MoDem, she criticizes current policies and suggests urban transformations for the Seine quays and Rue de Rivoli. Meanwhile, her energetic social media campaign, featuring viral videos, irks the left by highlighting Anne Hidalgo's record.

Riportato dall'IA

In un’intervista a Le Monde, la professoressa di scienze politiche Carole Bachelot ripercorre il 2025, segnato dalla fragilità dei governi successivi, lunghe negoziazioni sul bilancio e l’incarcerazione di un ex presidente. Attribuisce l’instabilità meno a una cultura conflittuale che alla centralità dell’elezione presidenziale. L’esperta valuta la situazione del campo Macron, della destra e della sinistra in mezzo ai dibattiti sul bilancio 2026.

 

 

 

Questo sito web utilizza i cookie

Utilizziamo i cookie per l'analisi per migliorare il nostro sito. Leggi la nostra politica sulla privacy per ulteriori informazioni.
Rifiuta