Istituto Montaigne propone un ritorno alla responsabilità nell’amministrazione

L’Istituto Montaigne ha pubblicato il 4 febbraio un rapporto che chiede di restaurare un’etica della responsabilità all’interno dell’autorità pubblica. Guidato da Jean-Dominique Senard e Jean-Louis Bourlanges, il documento denuncia una diluizione della responsabilità particolarmente evidente nell’amministrazione francese.

In un rapporto pubblicato mercoledì 4 febbraio, l’Istituto Montaigne, un think tank liberale, esorta a un franco e massiccio ritorno al principio di responsabilità nella gestione degli affari pubblici. Gli autori sostengono che, nonostante numerose invocazioni alla responsabilità su questioni come clima, sanità e rigore di bilancio, sia l’amministrazione stessa a dover prima riformarsi. Jean-Dominique Senard, presidente del consiglio di amministrazione del Gruppo Renault, e Jean-Louis Bourlanges, ex deputato, hanno guidato questa campagna. Senard sottolinea: «Dobbiamo creare un vero shock; è una necessità democratica». La loro valutazione è diretta: «Tutti si proclamano responsabili, ma nessuno lo è davvero né ne riconosce le esigenze». Il rapporto mette in evidenza diverse carenze amministrative. Le competenze sovrapposte creano una «nebbia decisionale» che consente di sottrarsi alla responsabilità. Inoltre, l’obbligo si concentra sui mezzi anziché sui risultati, e il principio di precauzione viene applicato in modo abusivo. Secondo gli autori, questi elementi lasciano la Francia «in un vicolo cieco» dove «l’irresponsabilità regna sovrana». Questo documento mira a strappare l’amministrazione dal «conforto dell’irresponsabilità» reinstaurando un’etica più rigorosa, rafforzando così la fiducia democratica.

Articoli correlati

Crowd of protesters in Paris symbolizing widespread dissatisfaction with French democracy and national decline, as revealed by the Fractures françaises survey.
Immagine generata dall'IA

La tredicesima ondata di Fractures françaises rivela una crisi democratica accresciuta

Riportato dall'IA Immagine generata dall'IA

La tredicesima edizione dell'indagine annuale 'Fractures françaises', condotta da Ipsos per Le Monde, evidenzia la crescente diffidenza verso la democrazia francese. Quasi il 96% dei francesi dichiara di essere insoddisfatto o arrabbiato per la situazione del paese, con il 90% che ritiene la nazione in declino. Questa instabilità politica, segnata da crisi governative, rafforza il senso di disfunzione.

Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha inviato lettere ai suoi ministri esortandoli a rendere l'organizzazione amministrativa più semplice ed efficiente. Ha identificato 70 misure di semplificazione e fornito loro una roadmap corrispondente. Matignon si attende risparmi, senza specificare cifre.

Riportato dall'IA

In un'op-ed su Le Monde, Bruno Retailleau, presidente dei Les Républicains, deplora il crollo dell'ordine internazionale post-1945 in mezzo alle recenti crisi in Venezuela, Iran e Groenlandia. Critica la risposta passiva e contraddittoria della Francia all'arresto di Nicolás Maduro e sollecita una completa revisione delle politiche interne ed estere degli ultimi cinquant'anni.

Il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato lunedì 19 gennaio 2026, dopo un Consiglio dei ministri, che martedì avrebbe impegnato la responsabilità del governo tramite l'articolo 49.3 della Costituzione per approvare la parte sui ricavi del bilancio 2026, nonostante la sua promessa iniziale di non usarlo. Questa decisione, spinta dall'impasse parlamentare, mira a ridurre il deficit pubblico al 5% del PIL e include concessioni al Partito Socialista, come il mantenimento di una sovrattassa sulle società a 8 miliardi di euro. La France Insoumise e il Rassemblement National intendono presentare mozioni di sfiducia.

Riportato dall'IA

Il 23 gennaio 2026, il primo ministro Sébastien Lecornu ha invocato nuovamente l'articolo 49.3 per approvare la parte di spesa del bilancio 2026 all'Assemblea Nazionale, dopo il fallimento di due mozioni di censura. Le opposizioni di sinistra e di estrema destra non hanno raggiunto la maggioranza assoluta, consentendo al governo di procedere nonostante la mancanza di maggioranza parlamentare.

Iniziata dal deputato centrista Charles de Courson, l'Assemblea Nazionale francese ha approvato una commissione d'inchiesta sulle tasse pagate dai contribuenti più ricchi. Il gruppo parlamentare esaminerà il contributo dei grandi patrimoni e redditi al finanziamento dei servizi pubblici. La mossa segue l'eliminazione dell'imposta Zucman dal bilancio 2026.

Riportato dall'IA

La commissione d’inchiesta parlamentare sull’audiovisivo pubblico riprende i lavori il 19 gennaio con nuove personalità convocate, tra cui Léa Salamé, Rachida Dati ed Élise Lucet. Il suo presidente, Jérémie Patrier-Leitus, punta a un contesto più sereno dopo le tensioni iniziali. La questione si inserisce in dibattiti più ampi sul pluralismo e la neutralità dei media in Francia.

 

 

 

Questo sito web utilizza i cookie

Utilizziamo i cookie per l'analisi per migliorare il nostro sito. Leggi la nostra politica sulla privacy per ulteriori informazioni.
Rifiuta