Il giornalista Patrick Cohen ha inviato una lettera alla commissione parlamentare d'inchiesta sul servizio pubblico radiotelevisivo per protestare contro le rappresentazioni distorte delle sue dichiarazioni da parte del relatore Charles Alloncle. Nella lettera, evidenzia errori e accuse infondate condivise sui social media e in un'intervista video. Cohen esprime rammarico per questi attacchi che mettono in dubbio la sua imparzialità.
Il 22 dicembre, Patrick Cohen, editorialista di France Inter, ha scritto ai membri della commissione parlamentare d'inchiesta sul servizio pubblico radiotelevisivo. Sei giorni dopo la sua audizione, accusa il relatore Charles Alloncle, deputato UDR dell'Hérault, di aver distorto le sue dichiarazioni in post su X e in un'intervista al canale YouTube Les Incorrectibles. La lettera, rivelata da Le Figaro e confermata ad AFP, evidenzia diverse inesattezze.
Cohen contesta per primo l'interpretazione di un video pubblicato da L’Incorrect, che lo mostra con esponenti del Partito Socialista. Alloncle afferma che un verbale di un ufficiale giudiziario dimostri l'assenza di alterazioni, ma il giornalista ribatte che il documento non contiene i termini citati dal deputato.
Riguardo all'omicidio di Thomas a Crépol, Alloncle sostiene che Cohen non abbia espresso rammarico per un editoriale che sminuiva i fatti e abbia definito 'neo-nazisti' i familiari della vittima. Cohen lo smentisce: quei militanti di estrema destra, identificati dalla polizia, non erano parenti e sono venuti armati e incappucciati a Romans-sur-Isère per seminare violenza.
Nell'intervista a Les Incorrectibles, Alloncle descrive l'audizione come 'perfettamente lunare' e suggerisce un complotto per screditare Rachida Dati attraverso le frequenze pubbliche. Cohen fa notare che questa grave accusa non è stata sollevata durante la sua audizione e che non è stato dimostrato alcun trattamento sfavorevole.
Infine, sulla querela contro la pubblicazione dei video trapelati, Alloncle la ritiene pretestuosa. Cohen critica il relatore per aver interferito in un procedimento giudiziario in corso, violando così la separazione dei poteri e minando l'inchiesta.
'Mi rammarico profondamente di dover difendere la mia imparzialità e rigore contro accuse così prive di esse', scrive Cohen, sperando che le sue risposte vengano considerate.