La Procura di Barcellona si è opposta al ricorso presentato dalla difesa di Jonathan Andic contro le misure cautelari imposte dal giudice nell'ambito dell'indagine sulla morte del padre, Isak Andic.
La Procura sostiene che i messaggi recuperati dal telefono di Isak Andic, i dati di geolocalizzazione e i rapporti della polizia forniscano indizi sufficienti sul fatto che Jonathan Andic abbia ucciso il padre. Tra i messaggi citati ce n'è uno del luglio 2024 in cui il figlio scriveva: “No me extraña que pensaras que era capaz hasta de matarte”.
I messaggi, inviati cinque mesi prima della morte del fondatore di Mango, avvenuta il 14 dicembre 2024, riflettono tensioni familiari. Un altro testo afferma: “Comprendo que era imposible sanear nuestra relación”. La Procura sostiene che questi elementi contraddicono l'affermazione di un buon rapporto tra padre e figlio.
Jonathan Andic ha versato una cauzione di un milione di euro il 19 maggio e rimane soggetto al ritiro del passaporto, al divieto di lasciare la Spagna e all'obbligo di firma settimanale in tribunale. La Procura sostiene che il rischio di fuga persista a causa della sua capacità finanziaria e della gravità delle possibili pene.