La presidente Claudia Sheinbaum ha posticipato nuovamente l'invio della sua iniziativa di riforma elettorale al Congresso, citando revisioni della formulazione per evitare contraddizioni. Morena sta cercando di convincere i suoi alleati PT e PVEM a sostenere la proposta, che include tagli al bilancio e cambiamenti ai plurinominali. Il PVEM appoggia il 95% dell'iniziativa, sebbene dibatta sul metodo per eleggere i legislatori.
La presidente Claudia Sheinbaum ha deciso di rinviare la presentazione della riforma elettorale al Congresso dell'Unione, originariamente prevista per il 2 marzo 2026, a causa di ultimi aggiustamenti nella formulazione. Durante una riunione notturna al Palazzo Nazionale con la Commissione Presidenziale per la Riforma Elettorale e i coordinatori di Morena, sono stati esaminati aspetti per eliminare possibili contraddizioni. Ricardo Monreal, leader di Morena nella Camera dei Deputati, ha dichiarato che Sheinbaum è «molto attenta» e vuole rivederla personalmente, stimando l'invio nelle prossime ore, forse il 3 o 4 marzo. nnL'iniziativa mira a ridurre significativamente il bilancio dell'INE, OPLES e dei partiti politici, nonché a eliminare le liste plurinominali definite dai partiti, richiedendo ai candidati di raccogliere voti sul campo. Sheinbaum ha ribadito che non negozierà questi punti chiave. Inoltre, propone di anticipare i conteggi distrettuali senza eliminare il PREP, che continuerà a garantire certezza nei risultati elettorali. nnMorena affronta sfide nel garantire il sostegno degli alleati. Ignacio Mier Velazco, coordinatore al Senato, ha affermato che la coalizione con PVEM e PT «rimane salda», sebbene non sempre siano d'accordo su progetti come questo. Gerardo Fernández Noroña e Saúl Monreal hanno evidenziato lo sforzo in corso di «convincimento», incentrato sulle prerogative e sul metodo di elezione dei plurinominali. Il PVEM sostiene il 95% della proposta, secondo Manuel Velasco, che appoggia l'eliminazione delle liste ma suggerisce di assegnare seggi ai migliori secondi classificati in base alla performance elettorale. nnSenza il sostegno degli alleati, l'approvazione potrebbe protrarsi o non applicarsi alle elezioni del 2027. Monreal prevede almeno due settimane di dibattito, con Morena impegnata a ottenere un consenso unanime. Il PAN, guidato da Ricardo Anaya, ha annunciato che non darà «nemmeno un voto», definendola regressiva.