La presidente Claudia Sheinbaum ha presentato la scorsa settimana un'iniziativa di riforma elettorale volta a modificare l'assegnazione dei seggi di rappresentanza proporzionale e a regolamentare il finanziamento delle campagne. Gli analisti avvertono che, sebbene diluita rispetto alle proposte precedenti, comporta un alto rischio di iniquità favorendo Morena. La proposta solleva dubbi sulle sue vere intenzioni, aprendo potenzialmente la strada a cambiamenti nelle leggi secondarie.
L'iniziativa di riforma elettorale inviata dalla presidente Claudia Sheinbaum propone di assegnare 100 seggi di rappresentanza proporzionale attraverso i voti nelle circoscrizioni e altri 100 ai migliori perdenti, come dettagliato dall'analista Gustavo Zúgiña Colín, direttore di Imperium Político. Questo cambiamento impatterebbe principalmente sul PRI, attualmente la quinta forza nella Camera dei Deputati e quarta al Senato, mentre gli alleati di Morena come PT e PVEM soffrirebbero meno, sebbene colpiti dai tagli alle risorse. Zúgiña Colín ha dichiarato che 'il partito che ha perso negli ultimi anni è il PRI; stanno per mandare il PRI sul fondo'.</n</nLa società di consulenza Integralia descrive la proposta come 'diluita' e di portata minore rispetto ai Piani A e B di Andrés Manuel López Obrador nel 2022, ma comunque 'regressiva' e 'ad alto rischio'. Avverte che riduce il finanziamento pubblico e il tempo radio/TV per i partiti, permette l'intervento di partiti e governi nelle consultazioni popolari e nella revoca del mandato, e omette questioni chiave come la sovrarappresentanza in Congresso, il transfuguismo parlamentare e l'interferenza del crimine organizzato nelle elezioni. Tuttavia, introduce il monitoraggio del sistema finanziario per le risorse elettorali e vieta i contributi in contanti per combattere il finanziamento illecito.</n</nIn un'analisi di opinione, Edmundo Jacobo critica l'iniziativa per la sua debolezza tecnica e la mancanza di diagnosi precisa, vedendola come una ricetta ideologica che omette riforme alle leggi secondarie come la Legge Generale delle Istituzioni e Procedure Elettorali. Suggerisce che potrebbe essere il vero 'Piano A' per modificare le regole elettorali con una maggioranza semplice in Congresso, dove Morena ha tale vantaggio, assicurando condizioni favorevoli per le elezioni midterm del 2027 e la corsa presidenziale del 2030. Jacobo contrappone questo alla posizione prudente del governo messicano verso le minacce esterne dagli Stati Uniti, sostenendo che internamente si impone una visione unilaterale sulla democrazia.</n</nLa proposta non affronta la concomitanza delle elezioni giudiziarie con altre consultazioni, ponendo un rischio operativo per l'INE, secondo Integralia. Gli analisti concordano che senza riforme secondarie è difficile stimare tutte le implicazioni, ma l'insieme dei cambiamenti favorisce l'iniquità privilegiando il partito di governo.